Articoli marcati con tag ‘youtube’

Youtube si rifà il look ed aggiunge nuove funzioni

1 apr 2010

Youtube, il colosso del video sharing e streaming si è rifatto un pò il look. La grafica è stata ulteriormente snellita, è cambiato il logo e sono state aggiunte nuove funzionalità che vedremo nel dettaglio di seguito.

Ecco il Nuovo Logo di Youtube (Aprile):

Il logo è stato cambiato per introdurre una nuova funzionalità nella visualizzazione dei video chiamata TextP che consentirà di risparmiare a Youtube 1$ di banda ogni secondo di video visualizzato. Maggiori informazioni qui.

Informazioni caricamento video:

Il link del nome utente, altri video dello stesso utente e il pulsante Iscriviti ora sono visualizzati sopra il video.

Per visualizzare ulteriori video dell’utente, fai clic su questa area di espansione:

Prova.

Fai di nuovo clic per chiudere l’elenco.

Comandi video

Il player presenta due comandi per le dimensioni:

Questo nuovo pulsante ti permette di allargare il player.

Questo pulsante ti permette invece di guardare il video a schermo intero.

Se vuoi, puoi scegliere l’impostazione di qualità personalmente, tuttavia ti consigliamo di scegliere le dimensioni e di lasciare che la qualità venga ottimizzata in base alle dimensioni scelte.

Voti

Come sottolineato in un precedente post del blog di Youtube, i voti a cinque stelle non funzionavano bene, così siamo passati al modello più semplice “Mi piace/Non mi piace”.

Sotto il video, potrai esprimere i tuoi commenti facendo clic sul pulsante Mi piace o Pollice·giù.

Se fai clic sul pulsante Mi piace darai al video un voto alto, mentre se fai clic sul pulsante Pollice·giù assegnerai un voto basso. Dopo aver votato un video, potrai verificare quali voti ha ricevuto dagli altri utenti. Inoltre i video che ti sono piaciuti verranno salvati.

Nota. Se fai clic su Mi piace, il video non verrà salvato nei tuoi preferiti. Continua con il tour per informazioni sulla funzione Salva in. Leggermente cambiato e snellito il box dei commenti, adesso più pratico e veloce nella pubblicazione di nuovi commenti.

Salva in

Il pulsante Salva ti permetterà di:

- Salvare video nei preferiti.

- Salvare video in una playlist esistente.

- Creare una nuova playlist in cui salvare i video.

Condividi

Per condividere video con altri utenti, fai clic su questo pulsante al fine di copiare un link o di condividere direttamente il video via email o tramite il tuo social network preferito.

Descrizione video

La descrizione del video è stata spostata qui, sotto il video.

Se fai clic sull’area evidenziata, verranno visualizzate altre informazioni sul video, come la “Categoria” e i “Tag”. Prova.

Per chiuderla, fai nuovamente clic sull’area evidenziata.

Visualizzazioni

Le visualizzazioni video sono ancora ben visibili nella pagina.

Se fai clic sull’area evidenziata, viene visualizzato Insight, che include statistiche, link e ringraziamenti associati al video. Prova.

Per chiuderla, fai nuovamente clic sull’area evidenziata.

Il prossimo

Se hai fatto clic su un video in una playlist, compresi i video consigliati, le iscrizioni o il feed delle attività nella home page, ora verrà visualizzato un nuovo riquadro nell’angolo superiore destro del video:

Se la “Riproduzione automatica” è attiva, appena termina il video precedente, inizierà a essere riprodotto il video successivo in elenco. Per disattivare questa modalità è sufficiente fare clic.

Puoi anche espandere l’elenco e scegliere un altro video.

Menù Account

Il menù del proprio account è stato cambiato e disposto su un unico menù non più a scorrimento come il precedente.

Rimangono pressochè  invariati i comandi e l’aspetto all’interno del proprio canale. Il pulsante Carica Video è stato posizionato in alto vicino alla box per la ricerca.

Usa, bimbo sballato dopo il dentista rende ricca la sua famiglia

23 mar 2010

L’anestesia dal dentista è stata forse più forte del previsto. Così per David, un bambino americano di sette anni, il viaggio verso casa si è trasformato in un evento esilarante che i genitori hanno filmato e poi pubblicato in Rete.

Nel video il ragazzino, completamente “sballato”, chiede al padre: “ma il mondo reale è questo?”. Il filmato è stato visto 54 milioni di volte, fruttando alla famiglia la somma di 100.000 dollari.

Il padre del ragazzo, David DeVore, ha voluto difendersi così: “Salve, io sono David DeVore, conosciuto anche come il papà di David o come l’idiota che ha messo un video su YouTube.

Quando si decise di pubblicare il video sul web , abbiamo deciso di buttarci in questa avventura di famiglia e vedere cosa sarebbe successo, beh, non è successo niente che ci abbia messo a disagio”. Inoltre , secondo il genitore ,  parte del ricavato ottenuto grazie al video andrà in beneficienza.

Intanto la famiglia incassa un bel po’ di denaro: una parte arriva dalle entrate pubblicitarie che compaiono nella clip di YouTube; un’altra dalle royalties, se viene utilizzato in altri ambiti. Sulla loro pagina personale è possibile comprare oltre alle magliette anche degli adesivi con la nota scritta «Is this real life?». Anche David aiuta a fare i pacchi da spedire per posta in tutta l’America.

Viacom accusa YouTube e Google

20 mar 2010

Viacom, il colosso degli editori americani proprietario, tra l’altro, di MTV e Paramount Pictures, ed il portale di sharing YouTube sono giunti ai ferri corti pubblicando alcune memorie che verranno utilizzate dai giudici sulla controversia in corso dal 2007.

Il procedimento è iniziato nel 2007, quando Viacom ha trascinato YouTube in tribunale con l’accusa di favorire la visualizzazione di contenuti protetti da copyright in modo da attirare utenza. Contenuti che, affondava Viacom, potrebbero essere stati caricati dagli stessi dipendenti del colosso del video sharing.

Google stessa, dal momento dell’acquisto del sito, non avrebbe fatto altro che assecondare tali comportamenti pregressi: YouTube, a parare di Viacom, non sarebbe che un “ladro legalizzato che permette di pubblicare materiale rubato”.

Il resto delle presunte scappatelle suggerite da Levine sono un po’ meno da film di spionaggio. Per esempio, il legale afferma che “Viacom regolarmente lasciava visibili le clip caricate su YouTube dagli utenti comuni”, osservando che il presidente di Comedy Central e di MTV Networks volle che video estratti da The Daily Show e The Colbert Report rimanessero sui server di YouTube.

La causa intentata da Viacom è considerata anche un test per il Digital Millennium Copyright Act (DMCA), che secondo YouTube la proteggerebbe dalle accuse.

La legge punisce la produzione di tecnologia per eludere le misure anti-pirateria, limitando al tempo stesso la responsabilità dei provider di servizi online per le violazioni di copyright da parte degli utenti

YouTube si vuole sottotitolare

6 mar 2010

Google ha proprio deciso di mettere a frutto le proprie tecnologie di riconoscimento vocale: in un futuro, che secondo l’azienda non è troppo lontano, sarà la base per il primo traduttore universale per telefoni; per ora serve a mettere in automatico i sottotitoli ai video di YouTube.

Nel giro di pochi giorni parte dei video ospitati da YouTube vedranno comparire l’opzione per visualizzarne i sottotitoli. Basterà cliccare sul bottone “cc” e scegliere in che lingua vederli, tra una lista che include anche l’italiano. In questa prima fase ad essere abilitati saranno solo i filmati in lingua inglese, ma nel blog ufficiale di YouTube, gli sviluppatori annunciano che con il tempo questa funzione verrà allargata ad altre lingue.

Quella per generare sottotitoli è, peraltro, una tecnologia in sviluppo da molti anni, e che attualmente è ritenuta in stato avanzato ma non ancora perfetta, soprattutto nei casi in cui a non essere perfetta è la traccia audio del filmato. Lo sa, d’altronde, anche Google: “Non è una soluzione completa ma un passo verso la reale soluzione – afferma il Googler Mike Cohen – uno spelling non corretto non è sempre un problema e altre volte è anche divertente”.

Youtube silura IE 6

1 mar 2010

Anche se in realtà sono di fatto già pensionate, visto che le loro rispettive presenze contano ormai poco o niente a livello di traffico, arriva un nuovo monito ufficiale per il loro definitivo abbandono.

YouTube infatti non supporterà più Internet Explorer 6. Dopo Google Sites e Google Docs, anche il più popolare servizio video del mondo chiude la porta in faccia al vecchio browser Microsoft. Per continuare a vedere i video, si dovrà aggiornare il browser.

YouTube ha comunicato che, a partire dal 13 Marzo, terminerà il supporto del sito agli utenti utilizzanti Internet Explorer 6. La cosa non impedirà la visualizzazione dei filmati da parte degli utenti, ma imporrà altresì un avviso che consiglia il passaggio a browser più aggiornati.

Non solo: Google non assicura che future funzioni integrate nel servizio saranno in grado di funzionare con il vecchio browser, forzando così la situazione in favore degli strumenti di navigazione più aggiornati. Il cambiamento non grava peraltro soltanto su IE6, ma va ad influire anche su tutte le versioni precedenti ai vari Mozilla Firefox 3.0, Google Chrome 4.0 e Safari 3.0.

Appare ovvio far notare che non siete affatto costretti ad un upgrade del vostro Browser. Google fa il proprio gioco che è differente da quello dei consumatori. Informiamo chiunque che Windows XP e Internet Explorer 6 sono supportati fino all’8 Aprile 2014. La decisione come sempre è quella degli utenti, siete voi a decidere cosa fare e quando fare.

Tanti auguri YouTube: 5 anni!

17 feb 2010

Quando il 14 febbraio di 5 anni fa Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim installarono la prima piattaforma online con l’idea di consentire a chi avesse una telecamera ed un modem di condividere i propri video col resto del mondo, non immaginavano quanto rapidamente si sarebbe sviluppata e quanto avrebbe rivoluzionato il mondo.

Un quinto compleanno che porta con sé, almeno per la versione italiana, gioie e dolori. Da allora le cose sono cambiate, sia per quanto riguarda la proprietà, sia per la tipologia dei video riversati nell’immenso calderone.
Come era prevedibile, la quantità di filmati personali è diventata presto trascurabile rispetto ai contenuti per i quali si poneva (e si pone) il problema della violazione della privacy e del copyright.
Spezzoni di trasmissioni televisive, videoclip musicali, pezzi di concerti e filmati che ritraggono soggetti del tutto ignari della loro pubblica, e spesso dannosa, visibilità, hanno finito per creare grattacapi non da poco a Google.

Secondo i dati forniti dall’azienda nel 2006, sulla piattaforma venivano messi online la bellezza di 65mila video ogni 24 ore e si ottenevano quotidianamente 100milioni di click. Dati colossali, che hanno permesso di proiettare il video sharing come un astro splendente nel firmamento degli strumenti per la comunicazione. Oggi YouTube è di Google, che l’ha acquistato per la somma eclatante di 1,65 miliardi di dollari in azioni. Obama vi ha un suo canale ed anche il Papa, a dimostrazione di quanto credito questo strumento abbia ricevuto in pochissimo tempo.

Agcom e UE contro il decreto anti-YouTube

29 gen 2010

“Nel decreto ci sono aspetti da riconsiderare perché non coerenti con la direttiva comunitaria”. Sono queste le parole scandite da Corrado Calabrò, Presidente dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), dopo l’audizione in commissione Lavori pubblici del Senato. Calabrò fa chiaro riferimento al decreto Romani, disposizione che dovrebbe essere lo strumento per recepire la direttiva europea 2007/65/CE, conosciuta anche come “Audiovisual Media Services”.

Seguendo le direttive riportate nel decreto, l’AGCOM potrebbe essere chiamata a disporre di regolamenti stesi col fine di vietare la pubblicazione di contenuti audiovisivi, in special modo se di proprietà intellettuale di terzi. L’avvocato Guido Scorza, osserva come non si possa rischiare che Internet venga affiancato all’immagine di una grande televisione.

Disposizioni di questo tipo potrebbero causare conseguenze ed effetti abbastanza seri, giusto per citare un esempio, per quanto riguarda i contenuti messi in upload su YouTube: in archivio sono moltissimi i contributi presi senza permesso dalle trasmissioni di televisioni italiane e straniere.

Alla disciplina europea si riferisce quindi il Presidente Agcom, anche per far notare come alcune definizioni in sede europea siano state il risultato di “una soluzione di compromesso che stabilisce come interventi repressivi sono possibili purché proporzionali e sempre ex post. Non è cioè consentito un filtro preventivo”. E come nella proposta del Governo “ci sono aspetti che vanno riconsiderati perché non perfettamente coerenti con la direttiva europea”. La volontà del decreto di introdurre un’autorizzazione preventiva per l’online “rischierebbe di trasformare quest’ultima in un filtro burocratico”. Meglio sarebbe, continua Calabrò, “restare sulla linea di intervento europeo. Anche per non rischiare che l’Italia diventi un caso unico nel mondo occidentale a causa dell’articolo 17 che introduce un’apposita autorizzazione per la diffusione continua in diretta e su internet”.

Secondo voci di corridoio a Bruxelles sarebbero intenzionati a procedere nei confronti dell’Italia, in seguito ad alcuni dubbi proprio sulle nuove responsabilità che il decreto impone agli ISP, ma anche a servizi come YouTube: “la direttiva europea sul commercio elettronico vieta obblighi di monitoraggio preventivo da parte dei service provider, come stabilisce invece il decreto legislativo”, spiegherebbe una delle fonti interne all’UE. Tuttavia quest’ultima eventualità è stata in parte smentita dal Commissario europeo alle Telecomunicazioni Viviane Reding che ha riferito che non si starebbe visionando il decreto.

Critiche, inoltre, sono arrivate da Sky Italia preoccupata dei tetti alla pubblicità per la pay tv che il Governo vorrebbe imporre: “non si comprende la necessità di un intervento legislativo sul classico processo di domanda e offerta che va lasciato al mercato”, ha detto Andrea Scrosati, vice presidente Corporate e Market Communication di Sky. Dubbi sono arrivati, d’altra parte, anche dagli osservatori statunitensi: hanno sollevato dubbi sul decreto Romani definito “anti YouTube”. L’Italia rischia, nelle parole di Calabrò, di divenire “un caso unico nel mondo occidentale”.

YouTube si rinnova

25 gen 2010

Per YouTube il 2010 si apre con una raffica di simpatiche novità, con lo scopo di riaffermare, qualora ce ne fosse bisogno la solida leadership del portale, ed a maggiorare gli incassi derivanti dall’advertising e dagli sponsor. Una parte delle innovazioni da poco immesse sono già disponibili, ma hanno bisogno comunque di alcuni mesi prima di essere implementate completamente per dare nuove funzionalità agli utenti.

Grazie al nuovo standard sarà possibile visualizzare i video condivisi sul network YouTube anche da browser web sprovvisti del plug-in Adobe Flash.

Ciò è possibile grazie all’impiego del formato H.264 e della nuova tag <video>, prevista nelle specifiche di HTML5.

La scelta del codec H.264 non sorprende dal momento che, ad esempio, gli Apple iPhone supportano già il formato in modo nativo. Tra i browser che YouTube indica per il momento compatibili vi sono Safari 4+ e Google Chrome.

In realtà nella lista c’è anche Internet Explorer che però diviene compatibile solamente dopo l’installazione del plug-in “Chrome Frame”. Dal momento che tale plug-in, sostanzialmente, consente di utilizzare il motore di rendering delle pagine web di Google Chrome, Microsoft ne sconsigliò subito l’impiego. A pochi giorni di distanza arrivò anche il parere negativo di Mozilla.

Visitando una apposita pagina del portale, gli utenti hanno la possibilità di sperimentare le funzioni messe a disposizione dal supporto per HTML5. Per poter accedere alle versioni di prova dei video è necessaria l’adozione di un browser in grado di supportare i nuovi standard aperti, che potrebbero presto cambiare sensibilmente le modalità di accesso e fruizione dei filmati non solo sul celebre portale, ma anche sui siti web che propongono nelle loro pagine i video di YouTube.

Passando alla parte prettamente estetica, seguendo con pieno rispetto allo stile minimalista che piace a Google, la rinnovata interfaccia di GoogleTube è ancora più essenziale e priva di fronzoli rispetto a quella precedente: sparisce il sistema di valutazione dei video “con le stelline”, che a quanto pare nessuno usava se non per assegnare il voto maggiore o quello minore, cambiata la modalità di visualizzazione dei “video correlati” che ora è ancora più efficace nel restituire risultati pertinenti a quando desiderato dall’utente.

La parte più significativa del re-design è stata però riservata al player multimediale vero e proprio che, a fronte di una slide sostanzialmente invariata per muoversi attraverso il video, presenta ora comandi rinnovati per scegliere la risoluzione (da 360p fino a 1080 pixel), centrare la finestra di riproduzione o passare alla modalità a pieno schermo. La ricerca di nuovi video durante la visualizzazione non chiude il player, ma si limita a rimpicciolirlo e a riposizionarlo sul lato sinistro dello schermo.

YouTube si prepara a noleggiare i film

22 gen 2010

La musica ormai è da tempo che ha lasciato i CD, per diventare digitale, e si vende online da un bel po’, raccogliendo anche un discreto successo. Per quanto riguarda i film, invece, non si è ancora elaborato qualcosa di così funzionale. Stiamo aspettando da mesi ormai che YouTube, il famoso portale per video, implementi l’interno del suo sito di videosharing anche una sorta di sezione di noleggio, e volendo di acquisto di film.

Ora la stessa YouTube afferma di aver creato un qualcosa del genere, che per il momento è da considerarsi ancora in una fase di prova. Sul sito a stelle e strisce sarà possibile noleggiare 5 lungometraggi di produttori indipendenti presentati al Sundance Film Festival. Il prezzo sarà di3,99 dollari, ma si potranno vedere e rivedere fino a 48 ore dopo l’acquisto.

Non sorprende che ad iniziare questa nuovo tipo di affari siano proprio film indipendenti. Anche iTunes, il portale di Cupertino per la vendita di musica in formato digitale, ha da molto tempo pensato ad una sezione di vendita e noleggio di film, ma per ora le major lo hanno sufficientemente messo da parte.

Un’eccezione, per l’appunto, sono stati i cortometraggi debuttanti al Sundance Film Festival, la rassegna di cinema fondata e diretta da Robert Redford, che si fa avanti dalla sua fondazione come un’alternativa al monopolio di Hollywood. Il NY Times afferma che il primo film ad essere caricato su iTunes e non nei tradizionali cinema sarà “Purple violets” del regista Edward Burns, un’artista abbastanza conosciuto nei circuiti indipendenti.

I colossi del cinema non sono ancora pronti a fidarsi del canale di distribuzione online, dato che è alto il timore di perdere il controllo sui propri contenuti. YouTube ha preso in funzione un sistema di DRM, cioè di protezione da copie pirata, che ha utilizzato, ed usa tutt’ora, anche per trasmettere produzioni televisive. Grazie ad un accordo raggiunto con Fox Channel, è stato mandato in onda sul web il serial dedicato al mostro di Firenze sulla versione italiana di YouTube.

Il sistema si chiama Content ID (Audio & Video Identification) e secondo quanto descritto da YouTube sul proprio sito “i proprietari di diritti forniscono a dei file di riferimento (solo audio o video) di contenuti di loro proprietà, metadati che descrivono i contenuti e norme relative al comportamento di YouTube in caso di rilevamento di una corrispondenza, cioè di un altro video identico che circola sul net

Sgarbi lancia un ultimatum a Youtube

12 gen 2010

Sul noto sito di shared per video, meglio noto come YouTube, ce ne sono di tutti i colori, su molti dei personaggi famosi e non; insomma se ne vedono di cotte e di crude. Ma tra le personalità di spicco più ricercate, il più cliccato per antonomasia è senza dubbio il famoso critico d’arte Vittorio Sgarbi. Ma stando alle sue dichiarazioni, da quando si evince, non è poi così gioioso di essere fra i più osservati sul tubo, anzi ha lanciato persino un severo ultimatum: se volete le mie immagini mi dovete pagare. Il costo fissato dall’onorevole? Circa diecimila euro al minuto.

Può sembrare elevata come cifra, indubbiamente, ma tanto sono stati ‘valutati’ i suoi  diverbi accesi,  da «Anno Zero» a «Porta a Porta», con la Mussolini o con Alessandro Cecchi Paone. Ma ora i suoi legali personali hanno deciso di prendere seri provvedimenti, chiedendo prima di tutto a YouTube di oscurare i suoi video presenti sul sito web. Tutto questo perché c’è stata una violazione dei diritti di utilizzazione e sfruttamento economico dell’immagine. Non solo, secondo Sgarbi,  Google e Youtube avrebbero violato pure la legge sul diritto d’autore per abusiva riproduzione, trasmissione e diffusione di un’opera dell’ingegno coperta da diritti d’esclusiva

«E’ shoccante, lo so. Ma lo hanno deciso i miei avvocati. La diffida, in realtà, riguarda solo le trasmissioni della Rai, a cui non ho ceduto i diritti di immagine, cosa che ho fatto con Mediaset. Comunque è una questione più generale. », dichiara Sgarbi, aggiungendo che a decidere la somma dei 10.000 euro sono stati i suoi legali, che hanno valutato il gettito delle entrate pubblicitarie favorite dalla mia presenza sul Web.

Ma cosa ci sarà davvero dietro questo provvedimento? Di certo il critico d’arte non nasconde il fatto di sentirsi “minacciato” da YouTube. Lui stesso avrebbe dichiarato che la mafia ha cercato di impaurirlo, quando a Salemi si è dichiarato contro le pale eoliche. E anche in questo caso si tenterebbe  di intimorirlo, incitando all’odio: “E’ come la sollecitazione al lancio di una statuetta del Duomo di Milano sui denti fatta da un pulpito che coinvolge milioni di persone”, sottolinea Sgarbi.

Insomma, a quanto pare sembra proprio che dovremo fare a meno del “ciuffo ribelle”: quindi niente più  video  di sberle o liti del più cliccato critico d’arte italiano. Oppure ci sarà qualcuno pronto a pagare 10.000 euro ogni sessanta secondi? Mai dire mai.