Articoli marcati con tag ‘Social Network’

Facebook si prepara a scendere in borsa

7 mar 2010

Facebook sarà la prossima stella del Nasdaq, dopo Google? È  probabile. Ma Facebook non vuole stringere i tempi, vuole arrivare in Borsa “preparata”, per non fare la fine della bolla delle Dot.com (uno spettro che dal 2000 aleggia sul Nasdaq ogni volta in cui si affaccia una nuova azienda “non tradizionale”).

«Prima o poi avvieremo un’offerta pubblica perché ciò costituisce una condizione del contratto che abbiamo con i nostri investitori e impiegati. Non abbiamo però alcuna fretta» ha precisato nel corso di una intervista Zuckerberg, sottolineando l’importanza di procedere con tutte le cautele del caso per modificare gli assetti raggiunti e mettere a disposizione i propri pacchetti azionari sul mercato. Il primo responsabile del social network ha poi aggiunto: «Se non hai bisogno di un dato capitale, allora le pressioni sono diverse e le motivazioni per avviare un’offerta pubblica assumono un peso differente».

La crescita del social network negli ultimi anni è stata esponenziale e non accenna a diminuire: il blog InsideFacebook.com prevede che nell’anno in corso la società possa raggiungere 1 miliardo di dollari di fatturato. Gli iscritti sono già più di 400 milioni.

Gli analisti sono convinti che l’aver dimostrato di saper monetizzare così bene il traffico generato dai 400 milioni di utenti registrati al portale renda la quotazione in borsa un successo assicurato.

Facebook recapita la posta alle persone sbagliate

1 mar 2010

Un numero imprecisato di utenti di Facebook, “ristretto” secondo quanto riferito dall’azienda, è stato vittima di un guasto tecnico del social network per il quale la casella dei messaggi è stata inondata di missive in realtà destinate ad altre persone.

Quanto accaduto è stato esclusivamente il frutto di un grossolano errore presente all’interno della piattaforma realizzata da Mark Zuckerberg, il servizio di comunicazione digitale più diffuso al mondo e che conta oltre 400 milioni di iscritti. Molti utenti avevano creduto che Facebook avesse finalmente introdotto il nuovo servizio di posta che tanto spaventa Google ed il suo GMail.

Le “vittime”dell’errore hanno immediatamente provveduto a contattare i gestori del social network per segnalare il problema, problema a cui l’azienda ha subito posto rimedio ripristinando la situazione. Ma ormai il danno è stato fatto e la sfortuna di Facebook è stata che tra i destinatari sbagliati c’era anche un giornalista, niente popodimenoche Zach Seward, del Wall Street Journal che ha reso di pubblico dominio la ‘pecca’.

La spiegazione giunge infine da Facebook: «Durante una regolare manutenzione del codice di ieri sera, un bug ha causato alcuni errati routing per un piccolo numero di utenti e per un limitato periodo di tempo. I nostri ingegneri hanno diagnosticato il problema pochi momenti dopo che si è presentato e stanno lavorando per ripristinare la situazione. Mentre risolvono il problema, gli utenti coinvolti non potranno accedere al sito».

Twitter e Facebook ‘legali’ per i soldati Usa

28 feb 2010

Il Pentagono ha annunciato che le truppe statunitensi potranno usare le reti sociali come Twitter e Facebook, bloccate dal 2007, perché i vantaggi del loro utilizzo sono decisamente superiori ai rischi.

La decisione, in un momento di crescenti timori per la “cyber-sicurezza”, riguarda solo la rete non riservata dell’autorità militare degli Stati Uniti.

Ma potrebbe comportare grandi cambiamenti per una vasta parte delle forze armate Usa, fra le quali i Marine, che avevano vietato i social media dai computer di lavoro.

«La natura dei social network crea aperture vulnerabili agli attacchi, espone informazioni non necessarie agli avversari ed è un facile canale per la fuga di notizie, che rischia di compromettere la sicurezza operativa, delle comunicazioni e del personale», si spiegava nell’ordine diffuso ai Marines.

La marcia indietro era arrivata dopo che il Pentagono, vincendo anni di diffidenza rispetto agli strumenti del cosiddetto Web 2.0, l’Internet partecipativo, aveva negli deciso di sbarcare sui social network, con «profili» dedicati ai vari corpi e dipartimenti. Lo stesso capo degli Stati Maggiori Michael Mullen ha 16.520 mila contatti su Twitter all’indirizzo TheJointStaff.

Rimarrà vietato l’accesso ai siti ai siti di pornografia, i giochi di azzardo e alle attività di intolleranza razziale; e i comandanti saranno sempre in grado di bloccare l’accesso in caso ci fosse necessità di salvaguardare una missione o tutelare la banda per un utilizzo ufficiale.

Google, anche gli status di Facebook nelle risultati delle ricerche

26 feb 2010

«La nostra ricerca in real-time permette di trovare notizie fresche nel momento stesso in cui compaiono, anche se non sono le notizie più popolari del giorno»: con queste parole era stata annunciata ad inizio Dicembre l’intenzione di includere nel motore di ricerca i contenuti dei social network. Un po’ di tempo per mettere a punto l’operazione ed ecco che Facebook inizia a fare capolino fra i risultati della web search.

Google, infatti, sembra avere a disposizione un numero minore dei contenuti rispetto a Bing, ma la scelta appare comunque mirata. Quel che Google va a portare sul proprio motore di ricerca (nell’apposito box destinati ai contenuti provenienti dai social network) è infatti un estratto di quanto ricavato non tanto dagli aggiornamenti di status degli utenti, ma piuttosto dalle cosiddette “fans page” (qui quella di Webnews.it). La differenza è importante ed il distinguo è significativo.

I contenuti da indicizzare nel motore di ricerca di Google, quindi, non mancheranno di certo. Secondo quanto spiegato da Amit Singhal, le prossime mosse di Google saranno indirizzate a includere nelle SERP del motore di ricerca anche i contenuti provenienti da MySpace, FriendFeed, Jaiku e Identi.ca.

Yahoo abbraccia Twitter

25 feb 2010

Yahoo intende integrare Twitter nella sua collezione di siti web, nell’intento di rendere più attraente il suo servizio grazie alle opzioni del popolare social network.

La collaborazione permetterà ai navigatori della rete di visualizzare e pubblicare i messaggi di Twitter direttamente dai siti di Yahoo.

La parola d’ordine degli ultimi 12 mesi per Yahoo!, ma non solo, pare essere “social”. Dopo aver raggiunto un accordo simile con Facebook, ora è Twitter ad essere entrata nella grande famiglia di Yahoo!, almeno per quanto riguarda la condivisione di alcuni servizi come la possibilità di cinguettare e di aggiornare il proprio profilo di Twitter dalle pagine dei siti del terzo motore di ricerca al mondo.

“Provo a sintetizzare l’enorme importanza di questa integrazione in un massimo di 140 caratteri: apri la porta sul mondo social. Grazie a Yahoo! puoi trovare le esperienze personalmente più rilevanti per te – ha spiegato Bryan Lamkin, vicepresidente dell’azienda di Sunnyvale – Semplifichiamo, inoltre, la vita online degli utenti, collegando i mondi delle loro esperienze al mondo stesso, per renderli più facilmente accessibili”.

Facebook e Twitter, che ha dichiarato lunedì che i suoi utenti scrivono circa 50 milioni di “tweet” al giorno, minacciano il predominio di Yahoo e Google, fortemente dipendenti dalla vendita degli spazi pubblicitari.

Facebook domina il web, e pensa al futuro

24 feb 2010

Facebook, il social network più popolare al mondo che in soli sei anni ha riunito 400 milioni di utenti attivi: uno ”Stato virtuale”, secondo per popolazione solo alla Cina e all’India, i cui cittadini risiedono in tutto il mondo, hanno culture, lingue e costumi diversi tra loro, non sono suddivisi per censo, caste o posizioni sociali e lavorative, che ha attratto anche il 44,2% degli italiani dai 18 anni in su, secondo l’ultima rilevazione dell’Eurispes.

Social network e blog si confermano dunque come gli spazi online maggiormente frequentati dagli utenti, seguiti a distanza dai videogiochi in Rete e dai sistemi per la messaggistica istantanea. Tra i social network, Facebook conferma la propria leadership con un crescente volume di traffico e un numero di iscritti che ha ormai superato i 400 milioni su scala globale. Stando ai dati forniti da Nielsen, Facebook assorbirebbe il 67% circa di tutti gli utenti dei social network attivi sulla Rete.

Alla luce della crescita dimostrata, inoltre, gli investitori sembrano aver accumulato ulteriore ottimismo, tanto che dalla Russia potrebbe presto arrivare un ulteriore miliardo di dollari per un nuovo lotto di investimenti. L’investitore pronto a firmare l’assegno sembra essere ancora una volta lo stesso, quella Digital Sky Technology che con il proprio capitale ha già sostenuto gran parte della crescita del network.

Anche il Dalai Lama su Twitter

24 feb 2010

Twitter conta da Lunedì un nuovo illustre iscritto: Tenzin Gyatso. Di chi stiamo parlando? Niente meno che del quattordicesimo Dalai Lama, già premio Nobel per la Pace.

Il leader spirituale tibetano, o più quasi sicuramente il suo staff, ha deciso di aprire una propria pagina sulla piattaforma sul celebre sito di microblogging, mostrando ancora una volta come le religioni si stiano sempre più avvicinando alla tecnologia.

E’ un account ‘verificato’, cioè gestito davvero dal Dalai Lama (o dal suo staff). Una precisazione doverosa, perché lo scorso anno con lo stesso nome era stato aperto un profilo finto, e proprio la creazione di profili ‘falsi’ di celebrità ha portato Twitter a offrire la possibilità di account ‘verificati’.

Il numero di ‘followers’ cresce di ora in ora. Come inizio, @DalaiLama sta twittando link, blog e richiami al sito ufficiale del leader tibetano, ma l’attesa per ‘twitt’ più spontanei e ‘allineati’ con lo spirito del microblogging.

Dimenticate i messaggi sovversivi, non è questa l’intenzione del Dalai Lama che, come ben saprete, è contro la violenza, Il canale del Dalai Lama è informativo, serve a conoscere i vari interventi oppure i convegni a cui ha partecipato, dove risponde a presentatori e giornalisti, illustrando la situazione del Tibet ma anche informando dei continui problemi con la vicina Cina.

Flitter, il nuovo modo per conoscersi

21 feb 2010

Il suo nome richiama molto quello di Twitter, il famoso portale di microblogging. In effetti Flitter è una parola che nasce dall’unione di “Twitter” e “flirtare”, ed è una soluzione ideata da Justin Parfitt, amministratore delegato di Fastlife, service provider canadese. Flitter si erge come ultimo appiglio per tutti i single molto timidi che vogliono conoscere nuove persone. Sembra anzi che la cosa la scorsa settimana, in occasione della festa di S. Valentino, abbia riscosso molto successo in Canada.

Flitter è stato recentemente lanciato in Canada, non a caso il giorno di San Valentino, dove si è svolto il primo Flitter Party: centinaia di persone dotate di cartellino identificativo hanno potuto comunicare tra di loro attraverso Twitter “vincendo” così la timidezza.

Insomma, se prima per scoprire se una persona era “interessata” bastava invitarla a ballare, oggi sembra più semplice comunicare tramite un server a migliaia di chilometri di distanza con qualcuno seduto di fronte a noi; ma se serve a trovare l’amore, anche Flitter va bene.

Un 23enne reduce da un Flitter Party di Toronto ha commentato la novità dicendo che permette ai timidi di farsi avanti e trovare un po’ di coraggio, ma rimane comunque chi preferisce il corteggiamento di tipo tradizionale a quello digitale: un ragazzo 27enne appassionato di Twitter ha detto di non trovarlo idoneo a flirtare aggiungendo l’aneddoto di un invito, un “twit” mandato alla numero 19 per iniziare una conversazione che poi però non è più avvenuta in quanto il ragazzo non è riuscito a ritrovarla.

Accordo tra Paypal e Facebook

21 feb 2010

Sembra essere tutto pronto per il matrimonio tra Facebook e Paypal. L’unione arriva dopo che il social network ha accantonato l’ipotesi di un sistema di pagamento ex novo (“Facebook Wallet”, questo sarebbe stato il suo nome), il quale doveva competere direttamente con lo strumento di micro pagamento più utilizzato nell’e-commerce. Come dire: Se non puoi combattere il nemico, fattelo amico.

La notizia è di quelle rilevanti perchè aggiunge ulteriori funzioni a Facebook, rendendolo ancora più completo e semplice da utilizzare. Gli utenti che desiderano acquistare regali o gadget per i giochi, saranno liberi di farlo, utilizzando il semplice metodo di pagamento proposto da PayPal.

“In seguito all’espansione del nostro sito, l’offerta di metodi di pagamento locali ha assunto sempre maggiore importanza per gli inserzionisti che desiderano acquistare spazi pubblicitari tramite Facebook Ads”, ha spiegato Dan Levy, Direttore delle operazioni di pagamento di Facebook. “La collaborazione con PayPal, leader mondiale nel settore dei pagamenti online, rende possibile tutto questo».

L’accordo è importante anche per gli inserzionisti che decidono di pubblicare annunci pubblicitari sul social network. Secondo quanto riportato in un comunicato ufficiale pubblicato sul blog di Fabebook, il 70% degli investitori si trovano al di fuori degli Stati Uniti e preferiscono utilizzare PayPal come metodo di pagamento.

MySpace, Van Natta saluta tutti e se ne va

13 feb 2010

Il famoso e utilizzatissimo social network MySpace, direttamente edito dalla galassia News Corp. di Rupert Murdoch, che ha però ormai ceduto il posto di re indiscusso del Web 2.0, scavalcato da Mr. Facebook di Sir Mark Zuckerberg, perde ancora un altro pezzo: per lo stupore di tutti infatti, lascia il Ceo di MySpace, Owen Van Natta, ex dipendente di Facebook. A sostituire Van Natta ci penserà il nuovo Ceo Mike Jones.

Le dimissioni immediate arrivano dopo solo un anno alla guida del social network, che sta cercando di riposizionarsi sul mercato del Web 2.0, tra Facebook (con i suoi 400 milioni di utenti) e Twitter (il sito di micro-blogging in crescita a tripla cifra).

“Owen ha accettato una incredibile sfida nel lavorare per rifocalizzare e rivitalizzare MySpace, e recentemente il business ha mostrato segni molto positivi come risultato del suo lavoro scrupoloso”, commenta Jon Miller, chairman e CEO di Digital Media in News Corp . “Tuttavia, parlando con Owen delle sue priorità sia personali che professionali per il futuro abbiamo entrambi concordato che fosse meglio per lui dimettersi in questo momento”.

MySpace, dopo aver acquisito Imeem e lanciato un servizio con Google Music search,  vuole rifocalizzarsi nel mercato (musicale e film) dell’intrattenimento digitale.