Articoli marcati con tag ‘Social Network’

Facebook diventa un film

30 mar 2010

Facebook, primo tra tutti i social network, è una delle più significative mode del nostro tempo. Questa grande piazza sociale conta 400 milioni di iscritti in tutti il mondo, per un business che supera i 10 milioni di dollari. Dopo aver conquistato la vita reale, Facebook si lancia alla conquista di Hollywood, debuttando ad ottobre al cinema con un film dedicato “The social network”.

A un anno dall’esperimento cinematografico tutto italiano di Dino Giarrusso, che nel 2009 ha portato sul grande schermo Feisbum!, film dedicato interamente all’universo Facebook, è il regista David Fincher a dare vita alla seconda pellicola sul tema.

Questa volta però non si tratta del tentativo di narrare, attraverso più episodi, il rapporto esistente fra i giovani e il social network, ma del racconto della genesi di Facebook.

A dire il vero, Facebook è nato come plagio di un altro social network, ma Zuckerberg ha già chiuso il contenzioso sborsando una cifra significativa. Con ConnectU Facebook ha messo una pietra sopra alla querelle per 65 milioni di dollari.

Protagonista della pellicola saranno due attori in ascesa, Jesse Eisenberg e Andrew Garfield, che interpreteranno Mark Zuckerberg e Eduardo Saverin. Facebook, nato nel 2004, è stato creato da Mark Zuckerberg, allora studente 19enne ad Harvard.

Facebook e Twitter? Due droghe

27 mar 2010

Svegliarsi di notte e accendere il computer, o collegarsi a internet dal cellulare al mattino, prima ancora di scendere dal letto; ma c’é anche chi chatta durante un rapporto sessuale: sono le abitudini di molti utenti di Facebook e Twitter, che ormai non possono più resistere alla tentazione di usare i social network in qualsiasi momento e circostanza.

La californiana Retrevo ha pubblicato l’indagine “I social media sono una dipendenza?”, in cui si scopre che, del migliaio di americani intervistati, il 48% controlla e aggiorna il profilo su Facebook e Twitter anche dopo essere andato a dormire.

Dai social network non ci si separa neanche di notte. Infatti circa il 50% del campione afferma di controllare e aggiornare il profilo su  Twitter dopo essere andato a dormire, o appena svegli. Anche qui tra i minori di 25 anni la percentuale aumenta.

Il social network diviene la priorità del mattino , prima del caffè,  soprattutto tra gli utenti che utilizzano l’ iPhone, il telefonino della Apple, che nel 28% dei casi si collegano durante il sonno. Per uno su quattro, inoltre, Facebook e Twitter sostituiscono la tv e i giornali.

L’ossessione, ovviamente, prosegue durante il giorno: il 12% ammette di dover controllare il proprio profilo ogni paio d’ore, percentuale che sale al 18% tra gli under 25. Sempre tra i giovani il 20% aggiorna la propria pagina alcune volte al giorno e il 23% almeno una volta nell’arco della giornata. In totale, sei su dieci hanno un rapporto quotidiano con le reti sociali.

Facebook contribuisce alla sifilide

26 mar 2010

Tra le tante accuse rivolte contro i social network mancava fino ad oggi quella di favorire la diffusione della sifilide, a lanciare anche questo nuovo allarme ci ha ora pensato il professor Peter Kelly, direttore della sanità pubblica nella regione di Teeside in Inghilterra.

“C’è stato un aumento di quattro volte del numero di casi di sifilide rilevati” – ha spiegato Kelly – “e a essere colpite sono state le donne più giovani. Ho notato che molte delle persone hanno incontrato partner sessuali attraverso questi siti”.

Il professor Peter Kelly crede che l’exploit della malattia sia da associare alla maggiore frequenza di incontri occasionali favoriti proprio da social network come Facebook, frequentate in prevalenza da un pubblico giovane.

La sifilide è una complessa infezione sessualmente trasmissibile causata dal batterio Treponema pallidum: un’infezione genitale che causa ulcere ed escoriazioni e facilita la trasmissione dell’Hiv.

Tuttavia, con l’avvento del preservativo i casi sono diminuiti anche se, recentemente, è tornata a essere particolarmente frequente nei Paesi europei. Il consiglio che si può dare in questi casi è uno: durante i rapporti sessuali,  se occasionali, è sempre meglio utilizzare il preservativo.

Il problema è che, secondo Kelly, i siti di social network renderebbero più facile alle persone incontrarsi per fare sesso occasionale, e ciò porterebbe a una maggiore diffusione delle malattie.

Twitter sta per diventare onnipresente

17 mar 2010

Twitter annuncia il lancio di una piattaforma che permetterà agli sviluppatori web, di integrare con facilità, dentro i loro siti, la voce “tweets”.

Il CEO di Twitter Evan William ha infatti annunciato la piattaforma @anywhere, presentandola come un metodo per inserire link e dati Twitter su siti di partner: in pratica si tratta della possibilità di aprire una finestra all’interno della pagina visitata che riproduce l’interazione di Twitter, senza bisogno di collegarsi con twitter.com.

Per il lancio di Twitter @Anywhere saranno disponibili partnership con Amazon, AdAge, Bing, Citysearch, Digg, eBay, The Huffington Post, Meebo, MSNBC.com, The New York Times, Salesforce.com, Yahoo! e YouTube.

A margine dell’intervendo a SXSW 2010 Evan Williams è stato intervistato da Mashable.com e ha chiaramente fugato ogni dubbio in merito a voci e rumors di una possibile cessione di Twitter: ciò non accadrà nei prossimi due anni.

Tutto ciò apre le porte a nuovi e stimolanti scenari, come spiegato all’interno del blog ufficiale di Twitter: «immaginate di poter seguire un giornalista del New York Times direttamente dalla sua firma, inviare tweet su un video senza lasciare YouTube e scoprire nuovi account Twitter mentre state visitando la home di Yahoo!».

Chissà se questa nuova strategia consentirà a Twitter di recuperare terreno su Facebook, leader incontrastato dei social network.

Facebook apre i battenti in India

16 mar 2010

Facebook, società leader nel settore del social networking, annuncia l’apertura di un ufficio a Hyderabad, nel sud dell’India. Don Faul, uno dei direttori delle attività internazionali di Facebook, lo rende noto attraverso il blog ufficiale del sito, anticipando che il nuovo ufficio potrà contare su un piccolo team di esperti che si occuperà di supportare gli utenti, rispondendo alle loro domande, e gli inserzionisti interessati all’acquisto di spazi pubblicitari (advertising online).

L’India è stata scelta per molteplici motivi, oltre alla considerevole qualificazione dei programmatori locali, uno dei motivi che hanno spinto aziende del calibro di Microsoft e Google ad aprire sedi in India è anche rappresentato dal salario molto più basso rispetto alla media americana ed europea.

Una notizia che ha reso felice Don Faul, direttore delle operazioni globali on line, grande appassionato di cricket, sport molto noto in India. Quattrocento milioni di utenti saranno così seguiti da quattro filiali Facebook sparse in alcuni centri molto noti: Palo Alto, in California, il primo a essere fondato, Dublino, in Irlanda, e poi in ordine di arrivo appunto ad Austin e a Hyderabad.

“Disponendo di centri di supporto multipli in una varietà di zone temporali, potremo fornire migliore sostegno multilinguistico e secondi orari diversi”, ha detto Faul.

Facebook si prepara a scendere in borsa

7 mar 2010

Facebook sarà la prossima stella del Nasdaq, dopo Google? È  probabile. Ma Facebook non vuole stringere i tempi, vuole arrivare in Borsa “preparata”, per non fare la fine della bolla delle Dot.com (uno spettro che dal 2000 aleggia sul Nasdaq ogni volta in cui si affaccia una nuova azienda “non tradizionale”).

«Prima o poi avvieremo un’offerta pubblica perché ciò costituisce una condizione del contratto che abbiamo con i nostri investitori e impiegati. Non abbiamo però alcuna fretta» ha precisato nel corso di una intervista Zuckerberg, sottolineando l’importanza di procedere con tutte le cautele del caso per modificare gli assetti raggiunti e mettere a disposizione i propri pacchetti azionari sul mercato. Il primo responsabile del social network ha poi aggiunto: «Se non hai bisogno di un dato capitale, allora le pressioni sono diverse e le motivazioni per avviare un’offerta pubblica assumono un peso differente».

La crescita del social network negli ultimi anni è stata esponenziale e non accenna a diminuire: il blog InsideFacebook.com prevede che nell’anno in corso la società possa raggiungere 1 miliardo di dollari di fatturato. Gli iscritti sono già più di 400 milioni.

Gli analisti sono convinti che l’aver dimostrato di saper monetizzare così bene il traffico generato dai 400 milioni di utenti registrati al portale renda la quotazione in borsa un successo assicurato.

Facebook recapita la posta alle persone sbagliate

1 mar 2010

Un numero imprecisato di utenti di Facebook, “ristretto” secondo quanto riferito dall’azienda, è stato vittima di un guasto tecnico del social network per il quale la casella dei messaggi è stata inondata di missive in realtà destinate ad altre persone.

Quanto accaduto è stato esclusivamente il frutto di un grossolano errore presente all’interno della piattaforma realizzata da Mark Zuckerberg, il servizio di comunicazione digitale più diffuso al mondo e che conta oltre 400 milioni di iscritti. Molti utenti avevano creduto che Facebook avesse finalmente introdotto il nuovo servizio di posta che tanto spaventa Google ed il suo GMail.

Le “vittime”dell’errore hanno immediatamente provveduto a contattare i gestori del social network per segnalare il problema, problema a cui l’azienda ha subito posto rimedio ripristinando la situazione. Ma ormai il danno è stato fatto e la sfortuna di Facebook è stata che tra i destinatari sbagliati c’era anche un giornalista, niente popodimenoche Zach Seward, del Wall Street Journal che ha reso di pubblico dominio la ‘pecca’.

La spiegazione giunge infine da Facebook: «Durante una regolare manutenzione del codice di ieri sera, un bug ha causato alcuni errati routing per un piccolo numero di utenti e per un limitato periodo di tempo. I nostri ingegneri hanno diagnosticato il problema pochi momenti dopo che si è presentato e stanno lavorando per ripristinare la situazione. Mentre risolvono il problema, gli utenti coinvolti non potranno accedere al sito».

Twitter e Facebook ‘legali’ per i soldati Usa

28 feb 2010

Il Pentagono ha annunciato che le truppe statunitensi potranno usare le reti sociali come Twitter e Facebook, bloccate dal 2007, perché i vantaggi del loro utilizzo sono decisamente superiori ai rischi.

La decisione, in un momento di crescenti timori per la “cyber-sicurezza”, riguarda solo la rete non riservata dell’autorità militare degli Stati Uniti.

Ma potrebbe comportare grandi cambiamenti per una vasta parte delle forze armate Usa, fra le quali i Marine, che avevano vietato i social media dai computer di lavoro.

«La natura dei social network crea aperture vulnerabili agli attacchi, espone informazioni non necessarie agli avversari ed è un facile canale per la fuga di notizie, che rischia di compromettere la sicurezza operativa, delle comunicazioni e del personale», si spiegava nell’ordine diffuso ai Marines.

La marcia indietro era arrivata dopo che il Pentagono, vincendo anni di diffidenza rispetto agli strumenti del cosiddetto Web 2.0, l’Internet partecipativo, aveva negli deciso di sbarcare sui social network, con «profili» dedicati ai vari corpi e dipartimenti. Lo stesso capo degli Stati Maggiori Michael Mullen ha 16.520 mila contatti su Twitter all’indirizzo TheJointStaff.

Rimarrà vietato l’accesso ai siti ai siti di pornografia, i giochi di azzardo e alle attività di intolleranza razziale; e i comandanti saranno sempre in grado di bloccare l’accesso in caso ci fosse necessità di salvaguardare una missione o tutelare la banda per un utilizzo ufficiale.

Google, anche gli status di Facebook nelle risultati delle ricerche

26 feb 2010

«La nostra ricerca in real-time permette di trovare notizie fresche nel momento stesso in cui compaiono, anche se non sono le notizie più popolari del giorno»: con queste parole era stata annunciata ad inizio Dicembre l’intenzione di includere nel motore di ricerca i contenuti dei social network. Un po’ di tempo per mettere a punto l’operazione ed ecco che Facebook inizia a fare capolino fra i risultati della web search.

Google, infatti, sembra avere a disposizione un numero minore dei contenuti rispetto a Bing, ma la scelta appare comunque mirata. Quel che Google va a portare sul proprio motore di ricerca (nell’apposito box destinati ai contenuti provenienti dai social network) è infatti un estratto di quanto ricavato non tanto dagli aggiornamenti di status degli utenti, ma piuttosto dalle cosiddette “fans page” (qui quella di Webnews.it). La differenza è importante ed il distinguo è significativo.

I contenuti da indicizzare nel motore di ricerca di Google, quindi, non mancheranno di certo. Secondo quanto spiegato da Amit Singhal, le prossime mosse di Google saranno indirizzate a includere nelle SERP del motore di ricerca anche i contenuti provenienti da MySpace, FriendFeed, Jaiku e Identi.ca.

Yahoo abbraccia Twitter

25 feb 2010

Yahoo intende integrare Twitter nella sua collezione di siti web, nell’intento di rendere più attraente il suo servizio grazie alle opzioni del popolare social network.

La collaborazione permetterà ai navigatori della rete di visualizzare e pubblicare i messaggi di Twitter direttamente dai siti di Yahoo.

La parola d’ordine degli ultimi 12 mesi per Yahoo!, ma non solo, pare essere “social”. Dopo aver raggiunto un accordo simile con Facebook, ora è Twitter ad essere entrata nella grande famiglia di Yahoo!, almeno per quanto riguarda la condivisione di alcuni servizi come la possibilità di cinguettare e di aggiornare il proprio profilo di Twitter dalle pagine dei siti del terzo motore di ricerca al mondo.

“Provo a sintetizzare l’enorme importanza di questa integrazione in un massimo di 140 caratteri: apri la porta sul mondo social. Grazie a Yahoo! puoi trovare le esperienze personalmente più rilevanti per te – ha spiegato Bryan Lamkin, vicepresidente dell’azienda di Sunnyvale – Semplifichiamo, inoltre, la vita online degli utenti, collegando i mondi delle loro esperienze al mondo stesso, per renderli più facilmente accessibili”.

Facebook e Twitter, che ha dichiarato lunedì che i suoi utenti scrivono circa 50 milioni di “tweet” al giorno, minacciano il predominio di Yahoo e Google, fortemente dipendenti dalla vendita degli spazi pubblicitari.