Il tablet dual-screen Courier sul quale Microsoft starebbe lavorando dovrebbe essere basato sulla piattaforma hardware NVIDIA Tegra 250 e garantire una certa dose di portabilità. Nonostante il secondo schermo touchscreen, infatti, esso sarà più leggero dell´iPad con spessore inferiore ai 2 cm e peso poco più di 450 grammi. Quando chiuso il dispositivo si dovrebbe [...]
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Panasonic ha presentato due nuove fotocamere Micro Quattro Terzi della gamma Lumix. Le nuove Micro Four Thirds sono la “touchscreen” DMC-G2 e la superleggera G10; entrambi supportano la risoluzione video 720p la G2 integra un display touchscreen per un più pratico controllo.
La principale novità rispetto alla G1 è la possibilità di registrare video HD 1280 [...]
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Telecom Italia ha scelto MeeGo come piattaforma di riferimento per la distribuzione e la fruizione dei contenuti multimediali, quali WebTV, video on demand e servizi web-based su reti IP. Una bella rivoluzione per l’operatore italiano, soprattutto considerando che è stato siglato un accordo con Intel per il suo supporto.
MeeGo è la nuova piattaforma basata su Linux nata dalla fusione tra i progetti Moblin e Maemo (rispettivamente di Intel e Nokia) presentata nel corso del recente Mobile World Congress di Barcellona. Il primo prodotto Telecom con a borod Maemo sarà CuboVision.
Cubovision consente di accedere ad un catalogo multimediale online per poter usufruire di video attraverso il Web, sia nei formati classici offerti da Web Tv e Youtube, sia nei formati premium offerti dalle varie Tv, con possibilità per esempio di acquistare serie TV o format televisivi di vario genere.
Lo stesso concetto di TV on-demand potrebbe rivoluzionarsi, in un’ottica sempre più professionale, vista la semplicità di implementazione e gestione di servizi multimediali su IP e soprattutto grazie alle potenzialità che uno sviluppo a codice aperto può riservare in termini di applicazioni e soluzioni pensate per esigenze lavorative e ambienti d’impresa.
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La Cina ha promesso che punirà i pirati informatici che hanno attaccato Google se emergeranno delle prove, aggiungendo di non aver ancora ricevuto alcuna denuncia dal primo motore di ricerca del mondo.
Google aveva segnalato la situazione già a gennaio dichiarando che avrebbe smesso di censurare i risultati delle ricerche cinesi e che avrebbe abbandonato la più grande comunità online del mondo se la sicurezza e la privacy dei propri clienti non fosse stata garantita.
«Se Google ha le prove che gli attacchi sono venuti dalla Cina, il governo cinese accoglierà con piacere le informazioni e punirà severamente i responsabnili», ha dichiarato all’agenzia Nuova Cina.
La denuncia aveva aggravato la crisi nelle relazioni tra Washington e Pechino che a partire dalla fine del 2009 si sono scambiate pesanti critiche su problemi relativi al commercio, ai diritti umani, alle relazioni con Taiwan e alla situazione nel Tibet.
La polemica si era infine inasprita alla fine di febbraio, quando media occidentali avevano indicato che gli attacchi provenivano da due scuole in Cina e che uno degli hacker sarebbe stato individuato in un consulente del governo per la sicurezza informatica.
A sua volta, la Cina ha sempre respinto come “infondata” ogni accusa di attacchi hacker cinesi.
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Google si prepara ad annunciare l’acquisto di DocVerse per 25 milioni di dollari. Lo riporta il Wall Street Journal. Il software di DocVerse consente agli utilizzatori di caricare i file di Microsoft Office sul web per cancellarli e questo potrebbe aiutare e facilitare la transizione degli utenti fra Microsoft Office e Google Docs.
DocVerse nasce dall’idea di un piccolo team di brillanti sviluppatori che condividono la filosofia di Google. Con DocVerse, i colleghi possono lavorare assieme a uno stesso documento usando applicazioni tradizionali quali Microsoft Word, Excel e PowerPoint. DocVerse puo’ quindi aiutare milioni di persone a trarre benefici dalla collaborazione online usando gli strumenti desktop tradizionali.
Inutile dirlo che Google Docs è ancora un prodotto base, non può combattere assolutamente con la ricchezza di funzioni della Suite Microsoft sebbene sia già discreto per l’home user, chiunque debba redarre un documento con un subset di funzioni di Microsoft Office.
E’ vero anche che Microsoft metterà a disposizione una versione gratuita di Microsoft Office in occasione del lancio di Microsoft Office 2010, siamo oramai agli “sgoccioli” ed è iniziato il countdown al rilascio della nuova suite.
Gli utenti attuali di DocVerse potranno continuare a usare il prodotto come sempre, anche se sono state momentaneamente sospese nuove attivazioni in attesa dei prossimi sviluppi derivati dall’operazione di acquisizione.
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Facebook sarà la prossima stella del Nasdaq, dopo Google? È probabile. Ma Facebook non vuole stringere i tempi, vuole arrivare in Borsa “preparata”, per non fare la fine della bolla delle Dot.com (uno spettro che dal 2000 aleggia sul Nasdaq ogni volta in cui si affaccia una nuova azienda “non tradizionale”).
«Prima o poi avvieremo un’offerta pubblica perché ciò costituisce una condizione del contratto che abbiamo con i nostri investitori e impiegati. Non abbiamo però alcuna fretta» ha precisato nel corso di una intervista Zuckerberg, sottolineando l’importanza di procedere con tutte le cautele del caso per modificare gli assetti raggiunti e mettere a disposizione i propri pacchetti azionari sul mercato. Il primo responsabile del social network ha poi aggiunto: «Se non hai bisogno di un dato capitale, allora le pressioni sono diverse e le motivazioni per avviare un’offerta pubblica assumono un peso differente».
La crescita del social network negli ultimi anni è stata esponenziale e non accenna a diminuire: il blog InsideFacebook.com prevede che nell’anno in corso la società possa raggiungere 1 miliardo di dollari di fatturato. Gli iscritti sono già più di 400 milioni.
Gli analisti sono convinti che l’aver dimostrato di saper monetizzare così bene il traffico generato dai 400 milioni di utenti registrati al portale renda la quotazione in borsa un successo assicurato.
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E’ stato identificato dalla polizia postale di Catania l’autore della pagina intitolata “Giochiamo al bersaglio con i bambini down”, apparsa nei giorni scorsi sul social network “Facebook”. Si tratta di un ragazzo cingalese di 19 anni, affetto da disturbi comportamentali e sottoposto a trattamento ed assistenza psichiatrica. Il cingalese, identificato nella sua abitazione presso Roma, ha ammesso le proprie responsabilità.
Il gruppo-choc era apparso nel Febbraio scorso su Facebook, ed era intitolato «Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down: è l’unica fine che meritano questi parassiti», che aveva come ‘logo’ la foto di un neonato disabile con la parola ‘scemo’ scritta sulla fronte e che in pochissime ore era riuscito a raccogliere oltre 1.300 iscritti.
Il gruppo ‘Tiro al bersaglio con i bambini down’ è stato chiuso qualche giorno fa, a distanza di poche ore dalla sua apertura, grazie all’indignazione sollevata sia nel popolo della rete che in alcuni esponenti politici.
Secondo Antonio Apruzzese, direttore della Polizia postale e delle comunicazioni, in realtà «l’obiettivo del cingalese era soltanto quello di creare scalpore per gareggiare con gli amici a chi organizzava gruppi che creavano più scandalo».
Per gli investigatori, a spingere il diciannovenne «non c’era alcun preconcetto specifico contro le persone down, ma soltanto il desiderio di ottenere il maggior numero di iscritti al suo forum». «E l’obiettivo è stato raggiunto – osserva Apruzzese – anche se, per fortuna, la maggior parte degli iscritti si scagliava contro l’iniziativa»
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Google ha proprio deciso di mettere a frutto le proprie tecnologie di riconoscimento vocale: in un futuro, che secondo l’azienda non è troppo lontano, sarà la base per il primo traduttore universale per telefoni; per ora serve a mettere in automatico i sottotitoli ai video di YouTube.
Nel giro di pochi giorni parte dei video ospitati da YouTube vedranno comparire l’opzione per visualizzarne i sottotitoli. Basterà cliccare sul bottone “cc” e scegliere in che lingua vederli, tra una lista che include anche l’italiano. In questa prima fase ad essere abilitati saranno solo i filmati in lingua inglese, ma nel blog ufficiale di YouTube, gli sviluppatori annunciano che con il tempo questa funzione verrà allargata ad altre lingue.
Quella per generare sottotitoli è, peraltro, una tecnologia in sviluppo da molti anni, e che attualmente è ritenuta in stato avanzato ma non ancora perfetta, soprattutto nei casi in cui a non essere perfetta è la traccia audio del filmato. Lo sa, d’altronde, anche Google: “Non è una soluzione completa ma un passo verso la reale soluzione – afferma il Googler Mike Cohen – uno spelling non corretto non è sempre un problema e altre volte è anche divertente”.
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Non è ancora in vendita ma Apple iPad è già amato, temuto, odiato, osannato, criticato, atteso, chiacchierato. Non si parla d’altro nei blog e nei forum di discussione così come negli uffici e negli incontri di lavoro.
Steve Jobs l’aveva promesso ai fan della Mela morsicata entro la fine di marzo. Ed in effetti, Apple iPad arriverà negli store il 3 aprile, con un piccolo ritardo che si concede volentieri e che, ci auguriamo, saprà farsi ben perdonare.

La versione 3G arriverà entro fine aprile, i prezzi naturalmente saranno superiori, a seconda delle versioni si andrà dai 629 agli 829 dollari. Sempre per gli utenti USA, il 12 marzo verranno aperte le pre ordinazioni.
Per quel che concerne i mercati al di fuori degli Stati Uniti, iPad arriverà alla fine di Aprile sia in versione Wi-Fi che 3G. L´azienda della mela morsicata ha affermato che la disponibilità è prevista in Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito ma non ha ancora deciso i prezzi. Le ipotesi più accreditate parlano comunque di prezzi compresi fra 420 e 590 euro per i modelli Wi-Fi e fra 530 e 690 euro per quelli 3G.
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Sony non vorrebbe lasciare ad Apple lo scettro dei dispositivi mobili hi-tech: per riuscire nell’ardita missione che ha già mobilitato competitor del calibro di Google sembrerebbe voler lavorare a stretto contatto con Sony Ericsson per creare entro la fine dell’anno uno smartphone in grado di mettere i bastoni tra le ruote di iPhone.
Si tratta, in realtà, di indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, che rivela l’intenzione di Sony di produrre un PSP Phone in collaborazione con Sony Ericsson e un dispositivo in grado di offrire caratteristiche proprie di device differenti: netbook, e-reader e PlayStation Portable.
PSP Phone, dunque, potrebbe configurarsi come un rivale di iPhone e iPod Touch, mentre l’altro dispositivo andrebbe a concorrere con iPad di Apple. Accanto a questi due prodotti, inoltre, Sony Ericsson avrebbe in cantiere altri smartphone.
Sul PSP Phone (nome non ufficiale), si vocifera da mesi sul web. Il dispositivo sarebbe uno smartphone avanzato in grado di poter scaricare ed eseguire i videogame della PSP, l’accostamento con il leader del mercato iPhone viene naturale ma è presto per parlarne in assenza delle caratteristiche tecniche ufficiali.
Con iPad, Gartner vede un nuovo segmento di mercato aprirsi: nel 2009 i portatili detenevano il 55% delle vendite, ma saliranno al 70% entro il 2012; Gartner stima vendite fino a 10.5 milioni di Tablet, iPad e next-generation device a tavoletta nel 2010, proprio sulla scia di iPad.
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