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Sony: lancia sfida su tv in 3D

Sony: lancia sfida su tv in 3D

Sony ha annunciato oggi il lancio delle nuove TV 3D serie Bravia, che saranno disponibili fin dal mese di giugno. Il gigante giapponese dell’elettronica si aggiunge al movimento mondiale di un settore che cerca di convincere i consumatori ad adottare una tecnologia concepita su misura per l’intrattenimento a domicilio. Il produttore della console Playstation 3 [...]

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Intel e Telecom Italia: MeeGo su Cubovision

Intel e Telecom Italia: MeeGo su Cubovision

Telecom Italia ha scelto MeeGo come piattaforma di riferimento per la distribuzione e la fruizione dei contenuti multimediali, quali WebTV, video on demand e servizi web-based su reti IP. Una bella rivoluzione per l’operatore italiano, soprattutto considerando che è stato siglato un accordo con Intel per il suo supporto.
MeeGo è la nuova piattaforma basata su [...]

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YouTube si vuole sottotitolare

Google ha proprio deciso di mettere a frutto le proprie tecnologie di riconoscimento vocale: in un futuro, che secondo l’azienda non è troppo lontano, sarà la base per il primo traduttore universale per telefoni; per ora serve a mettere in automatico i sottotitoli ai video di YouTube.

Nel giro di pochi giorni parte dei video ospitati da YouTube vedranno comparire l’opzione per visualizzarne i sottotitoli. Basterà cliccare sul bottone “cc” e scegliere in che lingua vederli, tra una lista che include anche l’italiano. In questa prima fase ad essere abilitati saranno solo i filmati in lingua inglese, ma nel blog ufficiale di YouTube, gli sviluppatori annunciano che con il tempo questa funzione verrà allargata ad altre lingue.

Quella per generare sottotitoli è, peraltro, una tecnologia in sviluppo da molti anni, e che attualmente è ritenuta in stato avanzato ma non ancora perfetta, soprattutto nei casi in cui a non essere perfetta è la traccia audio del filmato. Lo sa, d’altronde, anche Google: “Non è una soluzione completa ma un passo verso la reale soluzione – afferma il Googler Mike Cohen – uno spelling non corretto non è sempre un problema e altre volte è anche divertente”.

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Sony, i concept delle fotocamere del futuro

Ora è davvero, e finalmente potremmo dire, ufficiale: Sony sta lavorando ad una reflex senza specchio, che potrebbe arrivare sul mercato già alla fine di quest’anno. Negli padiglioni della fiera della fotografia in corso proprio in questi giorni ad Anheim (nello stato della California) il marchio nipponico mostra i mock-up, i modellini della nuova macchina in corso di sviluppo, dando quindi una conferma a tutte quelle voci di corridoio che in questi mesi imperversavano.

Le concept cam mostrate al pubblico da Sony, che, una volta diventate prodotti definitivi, dovrebbero raggiungere il mercato entro la fine dell’anno (come già detto), sono dispositivi che offrono caratteristiche tipiche delle reflex, inserite, però, all’interno di un corpo compatto.

Un primo mock-up si focalizza su una fotocamera che dispone del nuovo sensore CMOS Exmor APD HD formato APS-C, in grado di supportare i filmati in alta definizione nel formato AVCHD (Advanced Video Codec High Definition) fino a 1080p.

Infine, arriveranno due nuove ottiche per le reflex Un grandangolo, anche questo in arrivo entro l’anno in corso, lo Zeiss Distagon T* 24 mm f/2 ZA SSM, con motore AF integrato (per reportage, interni con luce diurna, ritratti e scatti a mano libera) e un teleobiettivo, il Sony G 500 mm f/4.

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Tanti auguri YouTube: 5 anni!

Quando il 14 febbraio di 5 anni fa Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim installarono la prima piattaforma online con l’idea di consentire a chi avesse una telecamera ed un modem di condividere i propri video col resto del mondo, non immaginavano quanto rapidamente si sarebbe sviluppata e quanto avrebbe rivoluzionato il mondo.

Un quinto compleanno che porta con sé, almeno per la versione italiana, gioie e dolori. Da allora le cose sono cambiate, sia per quanto riguarda la proprietà, sia per la tipologia dei video riversati nell’immenso calderone.
Come era prevedibile, la quantità di filmati personali è diventata presto trascurabile rispetto ai contenuti per i quali si poneva (e si pone) il problema della violazione della privacy e del copyright.
Spezzoni di trasmissioni televisive, videoclip musicali, pezzi di concerti e filmati che ritraggono soggetti del tutto ignari della loro pubblica, e spesso dannosa, visibilità, hanno finito per creare grattacapi non da poco a Google.

Secondo i dati forniti dall’azienda nel 2006, sulla piattaforma venivano messi online la bellezza di 65mila video ogni 24 ore e si ottenevano quotidianamente 100milioni di click. Dati colossali, che hanno permesso di proiettare il video sharing come un astro splendente nel firmamento degli strumenti per la comunicazione. Oggi YouTube è di Google, che l’ha acquistato per la somma eclatante di 1,65 miliardi di dollari in azioni. Obama vi ha un suo canale ed anche il Papa, a dimostrazione di quanto credito questo strumento abbia ricevuto in pochissimo tempo.

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Sony ci ripensa sui TV Oled

Non ci saranno TV Oled sul mercato giapponese. Sony, che aveva giù puntato molto due anni fa nelle sottilissime Oled Tv, torna su i suoi passi per quanto concerne la tecnologia che usa i diodi organici luminosi (per l’appunto Oled).

I dispay ultra-piatti Oled usano materiale organico, in grado di produrre luce quando sono alimentati dalla corrente: gli Oled promettono schermi più sottili (dato che non dispongono di luce posteriore) e molto più efficienti anche per quanto riguarda il consumo di energia rispetto agli Lcd. Ovviamente per avere tutto questo serve denaro, ed i prezzi dei Tv Oled sono molto alti:  in terra nipponica il modello Sony da 11 pollici costa la bellezza di 2.222 dollari, e va a sbattere con i tempi di restringimento dei budget post-crisi.

Per Sony gli Oled Tv erano la scommessa per la leadership del mercato delle Tv di ultima generazione, dopo aver perso il primato del Walkman, distrutto dall’ iPod di Apple, e dopo essersi vista togliere il dominio delle console di gioco dalla connazionale, giapponese Nintendo (la cui Wii ha superato di molto la Ps3). Sony è anche in guerra nel campo degli e-book, dove Sony Reader è stato l’avanguardia, ma oggi è stato superato da Amazon Kindle e dovrà giocare le sue migliori carte con l’agguerritissimo Apple iPad.

Ma Sony sta anche puntando molto sul 3D, il grande vincitore al botteghino di quest’anno: Tv 3D e console 3D sono in cantiere.

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Operazione Uncino, presi i pirati e multati anche gli acquirenti

E’ stata ribattezzata anche Operazione Uncino, dagli agenti della Guardia di Finanza di Desenzano sul Garda. Nata nel lontano Dicembre del 2007, è andata avanti per molto tempo, cercando le menti che erano dietro le quinte di una organizzazione criminale, che non faceva altro che vendere materiale protetto dal diritto d’autore, come ad esempio software piratati, film, videogiochi e brani musicali.

Alla fine dell’indagine condotta, la GdF ha mostrato i pazzeschi dati che hanno portato, non solo a mettere sotto custodia cautelare ben 170 mila opere contraffatte, per un valore di circa 3 milioni di euro, ma anche a combinare dolorose multe ai trafficanti per la cifra impressionante di oltre 23 milioni di euro, ma anche, per la prima volta da quando si fanno acquisti online nel nostro Paese, si danno severe sanzioni anche agli a chi acquisto questo materiale piratato.

“Un’operazione come la ‘Uncino’ ha una valenza importantissima per tutti noi”, ha affermato Luca Marinelli, presidente di Business Software Alliance in Italia. “Non solo perché l’impegno e la professionalità espresse dalla Guardia di Finanza di Brescia ha permesso di arginare un gravissimo commercio illecito, ma anche su un piano simbolico”.

“Oggi infatti – ha continuato Marinelli – Brescia (un capoluogo cruciale dell’economia del Nord) lancia un messaggio preciso a tutta l’Italia: non possiamo pensare di rilanciare l’economia nazionale e l’occupazione tollerando sacche di economia sommersa e considerandole un ‘peccato veniale’, come ancora sostengono molti”.

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Apple vuole vendere a prezzi bassissimi le Serie TV

Secondo alcune voci di corridoio, per dare un incentivo alle vendite del suo iPad, l’azienda di Cupertino starebbe cercando un accordo per avere degli show televisivi su iTunes, facendoli pagare pochissimi, poco meno di un dollaro.

A diffondere la clamorosa notizia è stato il Wall Street Journal, affermando che dal mese di Marzo, quando sarà messo in commercio il Tablet della casa della mela, si potrebbe avere già disporre sul sito di iTunes di un’ampia scelta di TV Shows a 99 centesimi.

Un eventuale “si” della politica di prezzo da parte di alcuni degli studios potrebbe essere utile anche per fornire di nuovo materiale la scarna sezione video di iTunes. Mentre per quanto riguarda musica ed applicazioni il discorso non può essere che positivo per Apple, film e show televisivi non hanno ancora centrato l’obbiettivo della strategia di mercato. E, quasi in tutti i casi, sembra che il vero ostacolo sia stato proprio quello dei prezzi, che come hanno un minimo di 2 dollari per un video a definizione standard. In effetti un po’ troppo.

Infine Apple si trova a combattere su due frontiere di pensiero: quella della concorrenza come Hulu e TV.com che sono in grado di proporre contenuti anche gratuitamente in cambio di pubblicità e quella degli stessi content provider che spesso hanno propri servizi di diffusione e vendita di video.

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Google vuole far volare il web a velocità impensabili

Tramite il suo seguitissimo blog ufficiale, la BigG di Mountain View ha affermato in comunicato stampa di stare lavorando per realizzare una sorta di rete super veloce, che dovrebbe essere basata sulle fibre ottiche. Da quanto si è capito, si dovrebbero raggiungere velocità di trasmissioni dati, di circa un Gigabit al secondo.

La nuova connessione del colosso americano rimane comunque in una prima fase di prova, e se il progetto dovesse in porto, BigG unirà tra di loro molta cittadine statunitensi, vale a dire quindi un numero di internauti che potrebbe oscillare tra i 50.000 ed i 500.000. La connessione del futuro a fibre ottiche sarà proposta ad una semplice utenza domestica, ad un prezzo concorrenziale che negli uffici di Google ancora hanno stabilito.

La nuova rete web sarà di oltre100 volte più veloce della connessioni a banda larga di oggi, e sarà quindi effettuare un download di un film in alta definizione in pochi minuti ad esempio, l’HD in streaming od a noleggio finalmente potrebbe davvero fare la suo entrata nei domicili degli abbonati, senza tener più conto dei limiti messi dalla attuale tecnologia.

Google ha affermato di attendere le candidature delle città interessate al servizio entro il 26 marzo, dopodiché annuncerà la rosa delle cittadine selezionate entro fine anno.

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Agcom e UE contro il decreto anti-YouTube

“Nel decreto ci sono aspetti da riconsiderare perché non coerenti con la direttiva comunitaria”. Sono queste le parole scandite da Corrado Calabrò, Presidente dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), dopo l’audizione in commissione Lavori pubblici del Senato. Calabrò fa chiaro riferimento al decreto Romani, disposizione che dovrebbe essere lo strumento per recepire la direttiva europea 2007/65/CE, conosciuta anche come “Audiovisual Media Services”.

Seguendo le direttive riportate nel decreto, l’AGCOM potrebbe essere chiamata a disporre di regolamenti stesi col fine di vietare la pubblicazione di contenuti audiovisivi, in special modo se di proprietà intellettuale di terzi. L’avvocato Guido Scorza, osserva come non si possa rischiare che Internet venga affiancato all’immagine di una grande televisione.

Disposizioni di questo tipo potrebbero causare conseguenze ed effetti abbastanza seri, giusto per citare un esempio, per quanto riguarda i contenuti messi in upload su YouTube: in archivio sono moltissimi i contributi presi senza permesso dalle trasmissioni di televisioni italiane e straniere.

Alla disciplina europea si riferisce quindi il Presidente Agcom, anche per far notare come alcune definizioni in sede europea siano state il risultato di “una soluzione di compromesso che stabilisce come interventi repressivi sono possibili purché proporzionali e sempre ex post. Non è cioè consentito un filtro preventivo”. E come nella proposta del Governo “ci sono aspetti che vanno riconsiderati perché non perfettamente coerenti con la direttiva europea”. La volontà del decreto di introdurre un’autorizzazione preventiva per l’online “rischierebbe di trasformare quest’ultima in un filtro burocratico”. Meglio sarebbe, continua Calabrò, “restare sulla linea di intervento europeo. Anche per non rischiare che l’Italia diventi un caso unico nel mondo occidentale a causa dell’articolo 17 che introduce un’apposita autorizzazione per la diffusione continua in diretta e su internet”.

Secondo voci di corridoio a Bruxelles sarebbero intenzionati a procedere nei confronti dell’Italia, in seguito ad alcuni dubbi proprio sulle nuove responsabilità che il decreto impone agli ISP, ma anche a servizi come YouTube: “la direttiva europea sul commercio elettronico vieta obblighi di monitoraggio preventivo da parte dei service provider, come stabilisce invece il decreto legislativo”, spiegherebbe una delle fonti interne all’UE. Tuttavia quest’ultima eventualità è stata in parte smentita dal Commissario europeo alle Telecomunicazioni Viviane Reding che ha riferito che non si starebbe visionando il decreto.

Critiche, inoltre, sono arrivate da Sky Italia preoccupata dei tetti alla pubblicità per la pay tv che il Governo vorrebbe imporre: “non si comprende la necessità di un intervento legislativo sul classico processo di domanda e offerta che va lasciato al mercato”, ha detto Andrea Scrosati, vice presidente Corporate e Market Communication di Sky. Dubbi sono arrivati, d’altra parte, anche dagli osservatori statunitensi: hanno sollevato dubbi sul decreto Romani definito “anti YouTube”. L’Italia rischia, nelle parole di Calabrò, di divenire “un caso unico nel mondo occidentale”.

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