Blockbuster è diventato in poco tempo sinonimo di noleggio DVD grazie ad una fitta rete di ben 6500 negozi distribuiti in tutto il mondo, e considerato un po’ il McDonald del noleggio.
Il successo di blockbuster che aveva messo in crisi i cinema e le sale permettendo alle persone di vedere i film direttamente a casa deve cedere il passo alle nuove tecnologie: un gigante cosi lento a muoversi che è stato ucciso da internet.
Ora, con lo sviluppo delle nuove tecnologie, il vincitore del precedente scontro veste i panni dello sconfitto, rischiando addirittura la bancarotta finanziaria. 800 negozi sono stati già chiusi e l’azienda sta cercando di aumentare il proprio bacino d’utenza allestendo oltre 2000 chioschi per vendere i propri prodotti, cercando di accaparrarsi una fetta di mercato occupata dall’altro grande competitor, RedBox.
Già nel 2009 la situazione finanziaria della catena era molto, molto tremolante: era data per spacciata e definita tra le aziende che non sarebbero sopravvissute dopo Capodanno. Oggi ha un miliardo di dollari di debiti: un valore che non promette nulla di buono e sui cui zeri poggia un precipizio azionario del 30 per cento.
Il problema di fondo è: ha ancora senso, oggi, un servizio come BlockBuster? Forse avrebbe dovuto reinventarsi, ma non ora: adesso, a quel che si legge, sembrerebbe troppo tardi.

Secondo le solite voci ufficiose ma ben informate sui fatti citate dal New York Times e dal Wall Street Journal, Google lavora da mesi al progetto “TV” con partner del calibro di Sony, Intel e Logitech. Trattandosi di Android, una delle caratteristiche prominenti della piattaforma sarà la disponibilità delle più svariate applicazioni software e il relativo marketplace per l’acquisto.
Da segnalare, inoltre, le funzioni “Vista Svincolo” e “Guida Corsia” per un corretto approccio a incroci e svincoli e l’ampio database di postazioni autovelox, aggiornabile via Internet.
Sono molti gli analisti che scommettono nel 3D come prossimo must tecnologico, ad esempio le ultime realizzazioni di NVIDIA vanno proprio in quella direzione. Seppur in ritardo di qualche mese rispetto alla concorrenza, Sony ha presentato i primi due televisori LCD compatibili con la tecnologia 3D. Si tratta di un 40″ e di un 46″, venduti in kit con gli occhialini 3D e con il trasmettitore ad infrarossi a prezzi, rispettivamente, di 2.350 e 2.850 euro.
Cubovision consente di accedere ad un catalogo multimediale online per poter usufruire di video attraverso il Web, sia nei formati classici offerti da Web Tv e Youtube, sia nei formati premium offerti dalle varie Tv, con possibilità per esempio di acquistare serie TV o format televisivi di vario genere.
Per reperire il canale di Justin Tv che trasmette il vostro evento non ci vuole molto, basta andare su
I dispay ultra-piatti Oled usano materiale organico, in grado di produrre luce quando sono alimentati dalla corrente: gli Oled promettono schermi più sottili (dato che non dispongono di luce posteriore) e molto più efficienti anche per quanto riguarda il consumo di energia rispetto agli Lcd. Ovviamente per avere tutto questo serve denaro, ed i prezzi dei Tv Oled sono molto alti: in terra nipponica il modello Sony da 11 pollici costa la bellezza di 2.222 dollari, e va a sbattere con i tempi di restringimento dei budget post-crisi.
In seguito ai grandi problemi causati dall’incompatibilità di una miriade di decoder, od a strutture come possono essere le ormai obsolete antenne condominiali, troppo vecchie e inadeguate per captare in maniera decente il segnale del DTT, continuando con l’assenza informazioni che molte persone, in particolar modo gli anziani, hanno denunciato nel momento di doversi mettere al passo con le nuove trasmissioni in digitale, hanno persuaso prima il Vice Ministro alle Telecomunicazioni Paolo Romani, e in seguito il Comitato Nazionale Italia Digitale (CNID), che gestisce le modalità di introduzione del Digitale Terrestre nelle nostre case, a prenderci tutti un piccolo momento di riflessione, rinviando al prossimo autunno lo switch off al DTT nelle regioni del nord Italia, in modo da effettuare una corretta informazione della cittadinanza, e dare a tutti la possibilità di adeguarsi alle nuove regole ed alla nuova tecnologia arrivata con la piattaforma del Digitale Terrestre.
Un’eccezione, per l’appunto, sono stati i cortometraggi debuttanti al Sundance Film Festival, la rassegna di cinema fondata e diretta da Robert Redford, che si fa avanti dalla sua fondazione come un’alternativa al monopolio di Hollywood. Il NY Times afferma che il primo film ad essere caricato su iTunes e non nei tradizionali cinema sarà “Purple violets” del regista Edward Burns, un’artista abbastanza conosciuto nei circuiti indipendenti.













