Server

Da Cisco un nuovo Router da 322 Tbps

Da Cisco un nuovo Router da 322 Tbps

Ci sono aziende che, come Google, pensano a una Internet più veloce ed efficiente progettando installazioni di nuove linee fisiche in fibra ottica e chi, al contrario, si concentra sui dispositivi di indirizzamento e smistamento del traffico di rete.
Cisco, che del routing dei bit telematici ne ha fatto un business multi-miliardario dagli anni ‘80 in [...]

Continua a leggere »

All’asta il dominio www.sex.com

All’asta il dominio www.sex.com

Il sesso è uno degli argomenti più cercati nel web. Un raccoglitore di attenzione che guida – ogni giorno – milioni di utenti sui siti che contengono contenuti per adulti. Sex.com è il dominio più ambito del web per eccellenza e sarà venduto all’asta il prossimo 19 marzo.
Dom Partners, che nel 2006 aveva prestato a [...]

Continua a leggere »

Apportate le modifiche al Decreto Romani

Il CdM ha approvato il tanto discusso Decreto Romani sulla regolamentazione dell’Audiovisivo, ma epurando il nuovo testo dai riferimenti al mondo Internet che minacciavano di mettere a rischio la libertà di espressione in Rete censurando blog, web TV, giornali online e siti d’informazione.

Nel decreto si legge ad esempio che sono esclusi dalla nuova normativa “i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse”.

Inoltre, con le modifiche seguite alle osservazioni di Agcom e alle numerose contestazioni, il testo che recepisce la direttiva europea sugli audiovisivi esclude esplicitamente (evitando così la confusione precedentemente creata) blog, giornali online, siti Internet tradizionali e motori di ricerca.

Specificherebbe meglio, insomma, “a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla direttiva, con un elenco dettagliato delle attività escluse”.

Se dunque l’unica a doversi ora preoccupare sembra essere Sky – che vedrà contrarsi la pubblicità – com’era fin dall’inizio sarà il caso di analizzare con calma e attentamente il testo del decreto.

Continua a leggere »

Facebook recapita la posta alle persone sbagliate

Un numero imprecisato di utenti di Facebook, “ristretto” secondo quanto riferito dall’azienda, è stato vittima di un guasto tecnico del social network per il quale la casella dei messaggi è stata inondata di missive in realtà destinate ad altre persone.

Quanto accaduto è stato esclusivamente il frutto di un grossolano errore presente all’interno della piattaforma realizzata da Mark Zuckerberg, il servizio di comunicazione digitale più diffuso al mondo e che conta oltre 400 milioni di iscritti. Molti utenti avevano creduto che Facebook avesse finalmente introdotto il nuovo servizio di posta che tanto spaventa Google ed il suo GMail.

Le “vittime”dell’errore hanno immediatamente provveduto a contattare i gestori del social network per segnalare il problema, problema a cui l’azienda ha subito posto rimedio ripristinando la situazione. Ma ormai il danno è stato fatto e la sfortuna di Facebook è stata che tra i destinatari sbagliati c’era anche un giornalista, niente popodimenoche Zach Seward, del Wall Street Journal che ha reso di pubblico dominio la ‘pecca’.

La spiegazione giunge infine da Facebook: «Durante una regolare manutenzione del codice di ieri sera, un bug ha causato alcuni errati routing per un piccolo numero di utenti e per un limitato periodo di tempo. I nostri ingegneri hanno diagnosticato il problema pochi momenti dopo che si è presentato e stanno lavorando per ripristinare la situazione. Mentre risolvono il problema, gli utenti coinvolti non potranno accedere al sito».

Continua a leggere »

Microsoft e l’operazione contro Waledac

Sul blog ufficiale di Microsoft, il consulente Tim Cranton spiega che la società di Redmond è riuscita a porre fine alle attività della botnet Waledac. La rete dei computer infetti era utilizzata dagli hacker per inviare spam. L’azione effettuata da Microsoft è stata resa possibile grazie ad una serie di denunce e reclami delle vittime, ma anche e soprattutto agli sforzi tecnici dei partner dell’azienda di Redmond appartenenti al team Botnet task force.

Microsoft ha annunciato di aver contribuito alla risoluzione dell’importante attacco coinvolgendo altri partner e attivando anche la giustizia americana. Infatti, un procedimento legale promosso da Microsoft nei confronti dei gestori di Waledac, la cui vicinanza con Conficker è stata più volte confermata, ha avuto come diretta conseguenza la chiusura di 277 domini ‘.com’ utilizzati per gestire l’enorme botnet.

Il sistema era in grado di spedire qualcosa come 1.5 miliardi di email di spamm al giorno, anche se ci vorrà qualche giorno per far terminare l’invio delle email spazzatura già programmate, ciò che conta è che, al momento, Waledac non può più essere controllato.

L’operazione è stata portata a termine in segreto, una fuga di notizie, infatti, avrebbe permesso all’organizzazione cyber criminale di correre ai ripari.

Anche se le principali caratteristiche del botnet vengono a cadere con queste operazioni, i PC infettati dal malwere rimangono moltissimi e sarà quindi necessario svolgere una vera e propria campagna di disinfestazione globale.

Continua a leggere »

Facebook domina il web, e pensa al futuro

Facebook, il social network più popolare al mondo che in soli sei anni ha riunito 400 milioni di utenti attivi: uno ”Stato virtuale”, secondo per popolazione solo alla Cina e all’India, i cui cittadini risiedono in tutto il mondo, hanno culture, lingue e costumi diversi tra loro, non sono suddivisi per censo, caste o posizioni sociali e lavorative, che ha attratto anche il 44,2% degli italiani dai 18 anni in su, secondo l’ultima rilevazione dell’Eurispes.

Social network e blog si confermano dunque come gli spazi online maggiormente frequentati dagli utenti, seguiti a distanza dai videogiochi in Rete e dai sistemi per la messaggistica istantanea. Tra i social network, Facebook conferma la propria leadership con un crescente volume di traffico e un numero di iscritti che ha ormai superato i 400 milioni su scala globale. Stando ai dati forniti da Nielsen, Facebook assorbirebbe il 67% circa di tutti gli utenti dei social network attivi sulla Rete.

Alla luce della crescita dimostrata, inoltre, gli investitori sembrano aver accumulato ulteriore ottimismo, tanto che dalla Russia potrebbe presto arrivare un ulteriore miliardo di dollari per un nuovo lotto di investimenti. L’investitore pronto a firmare l’assegno sembra essere ancora una volta lo stesso, quella Digital Sky Technology che con il proprio capitale ha già sostenuto gran parte della crescita del network.

Continua a leggere »

Google presa di mira da università cinesi

L’NSA statunitense è stata capace di stanare i luoghi di origine degli attacchi hacker che hanno avuto come vittima prediletta Google (GMail) durante il Gennaio scorso. Tutto sembrerebbe essere stato scaturito da un’università e da un istituto professionale cinese, anche se ancora non si dato un nome ed un cognome ad un mandante.

Il caso che vede ancora oggi contrapposti Google ed il Governo di Pechino per il cyber attacco ad alcune caselle e-mail di GMail appartenenti ad attivisti politici cinesi ha ora una origine certa.

Il primo focolare sarebbe la Shanghai Jiaotong University, che attualmente dispone di uno dei migliori dipartimenti di scienze informatiche del paese. Come riportato dal NYT, i suoi studenti hanno battuto quelli di Stanford in una gara di programmazione organizzata da IBM.

Il secondo è la Lanxiang Vocational School, sita nell’area orientale del paese asiatico. Fondata con il supporto dell’esercito, la Lanxiang gestisce un network a sua volta gestito da un’azienda molto vicina a Baidu, il principale motore di ricerca cinese nonché competitor di Google sul territorio.

Pronte le risposte cinesi: Peng Bo, a nome del dipartimento responsabile del web dell’Ufficio informazione del Consiglio di Stato ha respinto le accuse come “sciocchezze senza fondamento“, ricordando che la Repubblica popolare cinese è tra i Paesi più colpiti da attacchi lanciati dagli hackers di tutto il mondo.

I media hanno dedicato spazio anche alle novità introdotte nel codice penale cinese, che l’anno scorso ha dato un giro di vite contro i reati commessi attraverso Internet.

Continua a leggere »

Accordo tra Google e NSA

Google sta lavorando ad un accordo di collaborazione con la NSA (National Security Agency), l’agenzia del governo statunitense, che si preoccupa della sicurezza nazionale, avendo anche varie funzioni di coordinamento tra le altre società simili. L’accordo consentirà ai detective di prendere parte alle indagini che BigG sta portando avanti sugli ormai chiacchieratissimi attacchi ai suoi server.

La NSA è considerata dagli esperti una delle agenzie migliori nel mestiere, soprattutto quando si inizia a parlare di sorveglianza elettronica e digitale, ed il suo ingresso nelle indagini darà sicuramente una grossa mano a Google. L’intesa dovrebbe difendere la privacy degli utenti, ed non autorizzare la NSA a curiosare tra le miriadi di dati personali che Google possiede. Molti però si fanno molti dubbi, anche perché questa agenzia ha sempre considerato la privacy come un nemico da vincere, piuttosto che come un alleato da difendere.

Tutto ha inizio, lo ripetiamo, con gli attacchi incassati da Google lo scorso Dicembre. Si ritiene che sia più o meno impossibile trovare gli autori materiali ed i committenti e quindi la collaborazione si concentrerà sulla ricerca di migliori soluzioni di protezione per la rete di Google.

D’altra parte se la NSA dovesse scoprire chi si è effettivamente infiltrato nei server di Google, probabilmente l’informazione sarebbe mantenuta segreta.

Continua a leggere »

Facebook blocca un portale che aizzava gli utenti al suicidio

Programmi belli, accattivanti, facili da usare e soprattutto gratuiti, sono in realtà veri e propri collettori di informazioni personali e riservate dei propri utilizzatori, come ormai tutti sanno; il problema perciò non può essere ristretto al puro e semplice disuso in attesa che i propri dati diventino obsoleti, ma occorre un “cancellino” di altrettanto agevole impiego e alla portata di tutti.

Sino a ieri pressoché impossibile l’abbandono, è ora attivo un sito denominato Web 2.0 Suicide Machine (Macchina per suicidarsi nel Web 2.0) che permette gratuitamente a tutti quelli che non ne possono più di Myspace, Facebook, Twitter, LinkedIn e compagnia bella di uscirsene una volta per tutte dalle piazze virtuali che in breve sono state percepite come vere e proprie prigioni dalla sbarre invisibili.

Stando a quanto asserito dai gestori del sito degli aspiranti suicidi virtuali, seguendo i metori ordinari un utente medio di Facebook potrebbe metterci una diecina di ore per cancellare o a rendere invisibile le proprie tracce sul network: usando invece Suicide Machine il tempo si ridurrebbe a meno di un’ora.

Il dubitativo è d’obbligo; non tanto perché non c’è modo di controllare le asserzioni, quanto perché per cancellare il proprio profilo occorre fornire al gestore i dati che ne permettono l’accesso; in sostanza, nulla garantisce che il profilo non venga ”fotografato” prima di essere distrutto, ovvero che venga semplicemente spostato su pagine irraggiungibili dal titolare in attesa di futuri utilizzi che sarebbero comunque illeciti perché non autorizzati dal “suicida”.

D’altra parte l’invito dl gestore è accattivante, confermando il comune sentire circa le possibili violazioni delle libertà individuali effettuate dai social network, a cominciare dalle difficoltà di cancellarsi; e dà il tocco finale col pennello della (asserita) sincerità, dichiarandosi consapevole delle difficoltà psicologiche in cui potrebbero dibattersi gli utenti dopo essersi privati dell’oggetto del loro amore/odio.

Un’avvertenza per l’uso: ”Attenzione, una volta avviato il suicidio virtuale, la progressione è inarrestabile”. Nulla da eccepire, purché effettivamentesi tratti di un suicidio assistito e non di un trasferimento d’urgenza del presunto cadavere in una clinica convenzionata e specializzata in asportazione e trapianto d’organi.

Tuttavia Facebook non approva l’utilizzo della Suicide Machine e da qualche giorno ha bloccato l’accesso da quel sito. In pratica, non è più possibile “suicidare” il proprio account. Un rappresentante di Facebook ha dichiarato: ”Facebook permette a chi non vuole più utilizzare il sito di disattivare il proprio account, oppure di cancellarlo completamente. La Web 2.0 Suicide Machine raccoglie le credenziali di accesso e di cancellare le pagine di Facebook, che è una violazione della nostra policy, pertanto l’abbiamo bloccata.”

Continua a leggere »

La banda larga? Meglio in azienda che a casa

Le tecnologie di base sono ormai diffuse in maniera clamorosa tra le aziende italiane (precisamente nel 96,2%), mentre l’IT avanzato stenta ancora a decollare: La fonte di queste affermazione è molto accreditabile, visto che a dirlo è una lunga indagine ISTAT sulle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese italiane.

Lo studio è stato portato avanti tenendo conto delle imprese con almeno 10 addetti attive nei settori Industria e Servizi, ed è venuto fuori che il 93,9% utilizza Internet (l’83% a banda larga) e 6 su 10 ha un sito web, ma nel corso del 2009 solo un 25% circa è ricorsa a connessioni di tipo mobile.

Passiamo ora all’intrigato e quanto mai interessante capitolo della banda larga: seppur coperte da DSL (circa il 79,6%), tre imprese su dieci hanno preferito connessioni più obsolete ma molto meno veloci (modem o ISDN), soprattutto tra le piccole aziende, che non hanno tantissimi necessità di collegamenti internet, tantomeno di alte velocità.

Continuando ad analizzare l’indagine Istat, si nota che i servizi avanzati, poi, sono ancor più rari, quasi ridotti a casi isolati: infatti le applicazioni ERP, ad esempio, fanno registrare un’esigua diffusione di appena il 9,4%, le intranet aziendali salgono al 21,9% e le extranet riscendono inevitabilmente al 15%.

Per quanto riguarda la diffusione Software, IT e TLC avanzate si rinnova anche nel 2009 una certa tendenza, direttamente proporzionale ai volumi di business e dimensioni aziendali, persino per l’utilizzo di sistemi operativi open source (11% tra le Pmi e 47,8% tra le grandi aziende). Differenze più impercettibili, invece, si vanno ad incontrare in relazione alle tecnologie di poca diffusione o particolarmente evolute, come l’RFID, per fare un esempio accessibile a molti.

Concludendo il nostro viaggio nelle aziende italiane, chiudiamo informandoci sui settori Telecomunicazioni, Informatica e Servizi Finanziari, che rimangono, ovviamente, i più informatizzati (ben il 99%), mentre Costruzioni (26,5%), Tessile (29%) ed Alloggio e Ristorazione (24,4%) seguono subito dopo, guardando sempre molto da lontan.

Tra i tantissimi i servizi più richiesti ed utilizzati sono con l’86,3% banca e finanza online, con il 62,3% informativa di mercato, un bel 51,2% servizi e informazioni in digitale, un ragguardevole  45,4%  per il post-vendita ed infine il 17,5% per la formazione del personale.

La banda larga quindi è più usata ed utile in un’azienda, piuttosto che in una casa privata, dove il suo sfruttamento rimane praticamente azzerato, rispetto ad un potenziale elevato che viene offerto.

Continua a leggere »