Dopo Google, un secondo gigante americano lascia il mercato cinese. Christine Jones, direttore legale dell’azienda, afferma che dopo il recente rafforzamento delle misure di protezione sui domini .cn, Go Daddy non vuole e non può sostituirsi ad un “agente del governo cinese”.
Fin dallo scorso mese di dicembre, le autorità cinesi hanno imposto a tutti gli internauti, residenti in Cina che volessero registrare un dominio, di fornire la propria fotografia, il codice fiscale o di P.iva e molti documenti firmati, oltre alle informazioni abituali (quali nome, indirizzo, numero di telefono, indirizzo posta elettronica).
Sia GoDaddy che Network Solutions sono due grosse realtà impegnate nella registrazione di domini internet, dopo aver operato da tempo in Cina, entrambe le aziende hanno deciso di abbandonare quel Paese per non sottostare più alle imposizioni ed alle richieste avanzate dal governo di Pechino.
In aggiunta a tutto ciò, GoDaddy lamenta una crescita notevole degli attacchi Ddos portati ai siti cinesi classificabili come “scomodi” da indirizzi Ip provenienti dallo stesso Paese ed esprime infine perplessità circa i sistemi di censura della Rete (di cui la raccolta di informazioni così dettagliate sui registrant è solo un esempio) che il governo cinese pretende.
Per quel che riguarda Dell, viene riportata su molti quotidiani online la una dichiarazione di Michael Dell, fondatore dell´azienda, secondo cui saranno presto spostati capitali e attrezzature per un valore di 25 miliardi di dollari dalla Cina all´India in quanto la prima non garantirebbe più un adeguato sistema legale sicuro e favorevole all´industria.
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