Poche ore fa Canonical ha annunciato la disponibilità della prima beta per Ubuntu 10.04, nome in codice Lucid Lynx. La disponibilità della versione stabile è prevista per il prossimo 29 Aprile e gli aggiornamenti verranno garantiti per tre anni nell’ambito del long-term support (LTS).
Coloro che preferiscono KDE potranno usufruire della versione 4.4, uscita a febbraio. L’Hardware Abstraction Layer, HAL, scompare in questa prima beta, perché “è diventato un enorme pasticcio e perché alcune delle funzioni che offre sono già gestite da udev e dal kernel”. Ubuntu 10.04 integra inoltre i nuovi driver per schede grafiche Nvida.
Per default, l’utente disporrà di un “nuovo” driver open source che permette l’accelerazione hardware in 2D, accanto al quale prenderanno posto tre declinazioni dei driver proprietari forniti dal produttore.
Numerose le alternative per utilizzare lo strumento. In primo luogo, il supporto è un Live CD: questo significa che è possibile utilizzare direttamente la distribuzione senza installare alcunchè. Chi invece volesse predisporre Ubuntu 9.10 senza abbandonare Windows, può creare una macchina virtuale con VirtualBox o VMware Player.
Coloro che invece volessero installare il sistema operativo in maniera tradizionale potranno optare per un dual-boot. Il metodo più semplice (senza ri-partizionamento) è tramite Wubi, ma è chiaramente possibile anche predisporre un dual-boot nativo. I più audaci infine potrebbero inoltre essere interessati ad installare Ubuntu su disco USB esterno.

Come ormai tutti voi sanno, i sistemi operativi alternativi sono divenuti una realtà,
Mentre il software libero o come lo si vuole chiamare offre le stesse libertà, noi adoperiamo sempre nomi differenti, dimenticando che nomi differenti hanno significati differenti .Nel 1998 molti programmatori hanno modificato il termine “software libero” in “open source”, semplicemente per riassumere meglio il loro modo di operare; Il termine “open source” è stato rapidamente associato ad filosofia diversa, e criteri di base diversi, ai quali le licenze diventano accettabili. Dal quel giorno, il “partito” software libero” e quello “open source”, lavorano in con diversi punti di vista e diversi obiettivi, ma collaborano su alcuni progetti. La differenza sostanziale dei movimenti sta nei valori e nella “visione” del mondo informatico; Per il movimento “open source”, il fatto che il software debba essere Open Source o meno è un problema pratico, non un problema etico, mentre per il movimento del “software libero”, il software non libero è un problema.














