Sony non vorrebbe lasciare ad Apple lo scettro dei dispositivi mobili hi-tech: per riuscire nell’ardita missione che ha già mobilitato competitor del calibro di Google sembrerebbe voler lavorare a stretto contatto con Sony Ericsson per creare entro la fine dell’anno uno smartphone in grado di mettere i bastoni tra le ruote di iPhone.
Si tratta, in [...]
Share on Facebook
Dopo iMussolini, su iPhone è arrivata anche iSilvio, la prima applicazione non ufficiale dedicata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in vendita su iTunes a 79 centesimi di euro. Ignoto l’autore, che ha sviluppato l’applicazione tramite il software MobBase, distribuito dall’azienda inglese MixMatchMusic.
L’applicazione, ritenuta come una celebrazione della vita del Cavaliere, dispone di foto e [...]
Share on Facebook
Apple ha citato in giudizio HTC per l’infrazione di 20 brevetti relativi all’interfaccia utente, l’architettura e l’hardware dell’iPhone. La casa di Cupertino ha depositato la denuncia presso la International Trade Commission e la Corte del Distretto del Delaware. Al momento non ci sono dettagli sui brevetti infranti.
Apple, che ha dato il via alla diffusione dei cellulari touchscreen con il lancio dell’iPhone nel 2007, ha spiegato che la compagnia è stata citata in giudizio anche della International Trade Commission americana e dal Tribunale distrettuale del Delaware. Htc produce cellulari touchscreen, molti dei quali funzionano con il sistema operativo Android di Google.
Steve Jobs ha dichiarato: “Possiamo stare a guardare i concorrenti che rubano le nostre invenzioni brevettate o fare qualcosa. Abbiamo deciso d’intervenire. Pensiamo che la competizione sul mercato sia una buona cosa, ma i nostri concorrenti dovrebbero creare le loro tecnologie, non rubare le nostre”.
Va ricordato che Apple e Nokia non se le mandano a dire da mesi: la battaglia a colpi di brevetti (iniziata da un’agguerrita Nokia contro l’iPhone, ma poi proseguita da Apple contro i dispositivi Nokia) ha visto Apple chiedere lo stop delle importazioni negli Usa dei cellulari e smartphone targati Nokia. L’escalation “quasi militare” fra Apple e Nokia, complice la rivalità nel (pur fiorente) mercato smartphone, ha assistito all’attacco iniziale di Nokia, ottenendo come risposta una controdenuncia da parte di Apple.
Share on Facebook
Stando ad una ricerca di mercato realizzata da Katy Hubert per la famosa banca di affari Morgan Stanley, è emerso un risultato non scontato ma che potrebbe avere dei risvolti interessanti.
Secondo quest’analisi sarebbe il prezzo troppo elevato dell’iPhone a decretarne il suo limite maggiore in termini di vendita, facendo si che il mercato statunitense si orientasse verso l’acquisto di modelli di smartphone prodotti dalla concorrenza perché commercializzati ad un prezzo più accessibile. Questo è il motivo per cui società come BlackBerry, Motorola o Google, con il Nexus One, hanno soffiato quote di mercato alla casa della “Mela”.
Secondo alcuni esperti, una delle più probabili motivazioni che hanno spinto la società di Steve Jobs a ridimensionare il prezzo dei suoi fortunatissimi smartphone, potrebbe risiedere nell’elevata concorrenza interna all’azienda. Il nuovo dispositivo infatti potrebbe ridurre l’interesse degli utenti nei confronti del melafonino, con un conseguente danno economico non indifferente.
Tutto questo permetterà alla Apple di vendere un numero maggiore di cellulari e in questo modo di aumentare ulteriormente le vendite; In poche parole la Apple riesce sempre a trovare un modo di fare un bel po’ di soldi.
Comunque per quanto riguarda i guadagni economici maggiori la Apple punta alle applicazioni nuove che si andranno a scaricare per l’ iPhone 4G e per le varie canzoni che saranno distribuite.
Share on Facebook
Battaglia di Apple contro il sesso. Circa cinquemila applicazioni per iPhone sono state eliminate dalla casa di Cupertino a causa di «un aperto contenuto sessuale». A lanciare la notizia, pronta a generare un diffuso malcontento, è il sito americano Tech Crunch, secondo cui «l’esatta natura del bando non è chiara». La decisione della Apple ha messo in allarme molti programmatori e non solo gli ideatori delle app ‘sexy’.
Si tratta dell’effetto della nuova politica di Apple in materia di contenuti sessuali su iPhone e iPod touch, come osservata da molti. Non c’è ancora nulla di ufficiale ma sembra che a farne le spese saranno le immagini di soggetti in costume (bikini o un pezzo) e qualsiasi immagine di nudità, o altri riferimenti sessuali comprese le silhouette ammiccanti.
In definitiva, una rivoluzione puritana che escluderebbe qualsiasi cosa possa essere considerata eccitante (sarebbe stato così spiegato allo sviluppatore dell’applicazione Wobble) o che faccia riferimento a contenuti sessuali. Il che potrebbe significare oltre 5 mila applicazioni.
Un portavoce ha poi spiegato: «Ogni volta che riceviamo proteste da parte del pubblico sui contenuti di un app le esaminiamo con attenzione e, se è il caso, la rimuoviamo dal negozio».
Tra le applicazioni più note rimosse nelle scorse ore vi è Wobble iBoobs, un programma che non ha nulla di esplicitamente sessuale e che è rimasto a disposizione dei clienti Apple per molti mesi.
Alcuni blog poi fanno notare che la censura applicata da Apple alla fonte si sarebbe potuta evitare grazie alla funzione di Parental Control inserita nell’ultima release dell’OS 3.1.3.
Share on Facebook
Steve Jobs è certamente insieme ad stretta elitè (Gates, Brin e Page) una delle celebrità più importanti che l’informatica commerciale abbia mai avuto, il suo stato di salute è però da molto tempo abbastanza fragile e per il fondatore di Apple sarebbe arrivato il momento di tirare le somme.
Stando a quanto detto dalla firma molto autorevole dl New York Times, Jobs avrebbe dato come incarico allo scrittore Walter Isaacson di battere la sua biografia, e molto probabilmente il risultato sarà un e-book distribuito con l’iPad.

Walter Isaacson non è di certo un pivello fortunato, ma un esperto del ‘settore’: in tutto il Mondo sono infatti famose le sue biografie dedicate a personaggi storici come per esempio il politico e inventore Benjamin Franklin e lo scienziato premio Nobel Albert Einstein.
La sensazione è quella per cui, a distanza di pochi mesi dal pensionamento del suo contrapposto Bill Gates, Jobs stia pensando a mettere una firma d’autore sulla propria parabola di successo. L’eredità culturale della sua attività sarà affidata quindi al retrobottega del suo laboratorio, a tutto quel che di segreto è stato celato nei suoi ricordi e nella sua vita al di fuori dei keynote.
La notizia non è stata confermata dal CEO di Cupertino, Stevo Jobs in questi giorni sembra molto più occupato a promuovere il suo iPad che intenzionato a celebrare se stesso o a dedicarsi alla stesura di malinconici testamenti culturali; i coccodrilli possono attendere!
Share on Facebook
Per gli appassionati dei rompicapi (stile Sudoku) è appena uscita
un’applicazione tutta italiana su
iPhone o iPod touch chiamata iSMatrix
(iSMatrixLite
nella versione gratuita).
Si tratta di un gioco molto semplice in cui bisogna riempire una
matrice quadrata contando da uno e seguendo delle semplici regole: gli
spostamenti verticali saltano una cella mentre quelli verticali ed
orizzontali ne saltano due.
In base alla difficoltà del gioco alcune celle sono già impegnate (un
po’ come accade per il Sudoku) ed occorre programmare gli spostamenti
in modo tale da arrivare nella cella occupata con il giusto numero.
Per risolvere il quesito proposto talvolta è necessario ripercorrere
all’indietro i precedenti passaggi, nel gioco è prevista una modalità
in cui sono evidenziate le possibili mosse.
Nel gioco è possibile personalizzare i colori della matrice, scegliere
la difficoltà e la lingua (italiano/inglese).
La versione Lite permette di giocare con un numero limitato di
schemi/difficoltà rispetto alla versione completa che è acquistabile
al prezzo di 79 cent.
Questa applicazione è realizzata utilizzando il prodotto open source
cocos2d-iphone
Sul sito Greenware
sono presenti altre informazioni sul gioco.
Share on Facebook
Se siete appassionati di calcio e, in particolare siete dei grandi tifosi del Napoli, allora l’applicazione giusta per il vostro iPhone è appena uscita: si tratta del “Grande Napoli”, un programma che riporta la mente a quando eravamo piccoli e facevamo la collezione delle figurine dei calciatori.
(continua…)
Share on Facebook
La nuovissima versione di Opera Mini pensato per il gingillo made in Cupertino, l’iPhone, sta per essere finalmente mostrato in anteprima alla stampa internazionale. Il tanto elogiato browser mobile è stato per molto tempo l’attore principale di una vera e propria sit-com tra la stessa Opera ed Apple: il regolamento dell’App Store infatti “non permette” la distribuzione online dei software che possono dare fastidio a Safari o ad altre soluzioni proprietarie.
Al Mobile World Congress di Barcellona, però, sembra si stia preparando l’occasione giusta per far rinvenire la pace tra le due aziende. Opera Mini per iPhone, con i suoi ottimi risultati conseguiti, saranno quindi presentati in ogni dettaglio. L’unica vera brutta novella è che anche Opera Mini per iPhone non dispone della tanto utile tecnologia Flash.

“Siamo elettrizzati all’idea di mostrare ai giornalisti e ai partner un’anteprima esclusiva di Opera Mini per iPhone durante la fiera più importante dell’anno”, ci ha illustrato Jon von Tetzchner, co-fondatore di Opera Software. “Si tratta di un’opportunità unica per introdurre la velocità e completezza di funzioni del nuovo prodotto, nonché mostrare l’ultima Beta di Opera Mobile e Opera Mini per le altre piattaforme e dispositivi”.
A questo punto Apple deciderà di concedere a Opera l’onore di impiantarsi su iPhone?
Share on Facebook
Nel corso del primo mese di vendite, sono stati comprati solamente 80.000 modelli del tanto blasonato Nexus One. Questa è dunque la, per ora, pessima riuscita dello smartphone di casa Google, almeno stando ai dati forniti da una recente analisi di Flurry.
Da un paragone con le vendite del primo mese dell’iPhone ci Cupertina (600.000 pezzi), si nota una differenza abbastanza preoccupante. Dunque il Nexus One non sembra essere il vero rivale del gingillo della Apple, ruolo che sembra essere destinato al Motorola Droid, che ha venduto oltre 500 mila esemplari nei solo primi 30 giorni di commercializzazione.
Diverse possono essere i motivi che hanno portato Mountain View a questa debacle, come ad esempio un sistema di vendita molto originale, ricordandovi che si può acquistare un Nexus One solo ed esclusivamente attraverso un portale dedicato. Google, proprio per la fase di vendita, si è messa nelle mani di una sovvenzione con la compagnia telefonica T-Mobile, che di certo non conta gli stessi numeri di clienti della Vodafone, un gigante del settore.
Infine sono stati messi in risalto alcuni problemi di connettività 3G, e l’assistenza tramite web non sembra essere all’altezza. Già dopo una settima dal lancio sul mercato, il Nexus One era stato bersaglio di numerose critiche. L’assenza di un servizio clienti telefonico cui far riferimento in caso di necessità pare proprio non essere gradita agli utenti. La filosofia del colosso sembra non essere molto affine al mercato degli smarthphone, e qualcosa dovrà cambiare se non vorrà essere spazzata via dalla concorrenza.
Share on Facebook