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Internet viene visto come un diritto

Internet viene visto come un diritto

Pochi giorni fa sono stati pubblicati i risultati di una ricerca effettuata su un campione di 27.000 persone, provenienti da 26 Paesi differenti. Dal sondaggio, condotto da GlobeScope per conto di BBC World Service, è emerso che il 79% degli intervistati considera Internet un diritto fondamentale. Questo parere è condiviso da tutti: l’87% di loro [...]

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Google acquista Picnik

Google acquista Picnik

Nelle scorse ore è stata ufficializzata da entrambe le parti l’acquisizione di Picnik da parte di Google. Per il momento non si hanno particolari relativi ai termini economici dell’accordo e mancano anche i dettagli operativi della questione.
Per il momento dalle FAQ disponibili qui si apprende che per l’utente finale poco cambia: i servizi online continueranno [...]

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iSilvio: dopo iMussolini anche Berlusconi arriva sull’iPhone

Dopo iMussolini, su iPhone è arrivata anche iSilvio, la prima applicazione non ufficiale dedicata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in vendita su iTunes a 79 centesimi di euro. Ignoto l’autore, che ha sviluppato l’applicazione tramite il software MobBase, distribuito dall’azienda inglese MixMatchMusic.

L’applicazione, ritenuta come una celebrazione della vita del Cavaliere, dispone di foto e video, con tanto di autobiografia completa del premier. Gli autori l’hanno definita “un’applicazione non politica” e non ufficiale. L’iSilvio vuole essere un semplice tributo pensato per coloro che vogliono conoscere meglio la storia di Berlusconi.

La nuova applicazione ha alzato subito clamore e stupore nel Pdci: “Dopo iMussolini, sullo store della Apple è disponibile iSilvio, un applicativo per iPhone su Berlusconi sviluppato sempre dal napoletano Luigi Marino. Il Pdl che dice? È d’accordo a farsi celebrare da chi ieri celebrava Mussolini?”.

È questo che si domanda Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci, l’organizzazione giovanile del Pdci – Federazione della Sinistra che continua “oltre a svelare la vera natura dei sostenitori del premier, è davvero grave che si utilizzi iTunes per fare propaganda durante la campagna elettorale”.

In questa pagina dunque compaiono non solo video ufficiali o celebrativi, ma anche filmati ironici se non addirittura offensivi nei confronti di Berlusconi.

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Justin TV, partite di calcio in streaming

“Justin.tv è stata fondata a San Francisco da Justin Kan fornisce agli utenti tramite registrazione gratuita un servizio di live streaming.”

Questa è la definizione che Wikipedia attribuisce all’ormai noto sito di TV Streaming, che principalmente permette a milioni di persone di guardare gratuitamente le partite della loro squadra del cuore di qualsiasi sport, dal calcio al basket, passando per il cricket fino ad arrivare agli incontri di punta della WWE, la lega di wrestling che ha conquistato negli ultimi anni grandi e piccini.

Per reperire il canale di Justin Tv che trasmette il vostro evento non ci vuole molto, basta andare su www.justin.tv e cercarlo nei vari canali che il sito offre in streaming, o ancora più facilmente cercandolo su Google (Ex. digitare nella barra di ricerca “justin tv calcio”).

Il successo riscosso da Justin Kan, lo ha indotto ad inserire un limite sul suo sito, che blocca la visione del canale in streaming dopo pochi minuti. Ma ovviamente il web è già corso ai ripari.

Non dovete far altro che scaricare gratuitamente il programma Ultrasurf, disponibile cliccando su questo link ed aprire il file .exe. Ora riaprendo il browser vi comparirà un’icona in basso che vi segnalerà il perfetto fiunzionamento di Justin.

Ricordiamo ai lettori che Ultrasurf è anche un addon per Firefox, in questo caso una volta installato vi basterà cliccare sul bottoncino enabled sempre in basso a destra.

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Gruppo Facebook contro il TG1

Facebook è nuovamente al centro dell’attenzione mediatica per via del gruppo “La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini”, fondato da Paola Avon su iniziativa di Arianna Ciccone, curatrice del Festival del Giornalismo di Perugia, a causa di una notizia diffusa qualche giorno fa dal TG1 sul caso Mills, risultata errata.

Durante l’edizione delle 13.30 dello scorso 26 febbraio, il TG1 ha parlato per ben due volte di assoluzione nel lanciare il servizio sul caso Mills. In realtà, Mills non è stato condannato solo perché il reato è caduto in prescrizione, mentre i capi d’accusa pendenti sull’imputato rimangono confermati.

“Se non dare le notizie è grave, falsificarle incide irrimediabilmente sulla credibilità e sull’attendibilità dell’informazione del servizio pubblico. Per questo ho chiesto al direttore generale di pretendere dal Tg1 un’immediata rettifica della notizia sulla presunta assoluzione dell’avvocato Mills dal reato di corruzione”.

Lo dichiara Nino Rizzo Nervo, consigliere Rai, a proposito dei titoli e del lancio del Tg1 di venerdì scorso dove si definiva “assolto” l’avvocato David Mills dopo la sentenza della Cassazione sulla prescrizione del reato di corruzione.

Il gruppo, guidato da tre donne (Paola Avon, Arianna Ciccone e Serena Schiavone), chiede all’Ordine ”un provvedimento nei confronti di quel giornalista che ha palesemente violato il principio deontologico per eccellenza: raccontare la verita”’ e alla Rai e al Tg1 le ‘’scuse” e una ”rettifica”.

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Apportate le modifiche al Decreto Romani

Il CdM ha approvato il tanto discusso Decreto Romani sulla regolamentazione dell’Audiovisivo, ma epurando il nuovo testo dai riferimenti al mondo Internet che minacciavano di mettere a rischio la libertà di espressione in Rete censurando blog, web TV, giornali online e siti d’informazione.

Nel decreto si legge ad esempio che sono esclusi dalla nuova normativa “i servizi prestati nell’esercizio di attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti Internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse”.

Inoltre, con le modifiche seguite alle osservazioni di Agcom e alle numerose contestazioni, il testo che recepisce la direttiva europea sugli audiovisivi esclude esplicitamente (evitando così la confusione precedentemente creata) blog, giornali online, siti Internet tradizionali e motori di ricerca.

Specificherebbe meglio, insomma, “a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla direttiva, con un elenco dettagliato delle attività escluse”.

Se dunque l’unica a doversi ora preoccupare sembra essere Sky – che vedrà contrarsi la pubblicità – com’era fin dall’inizio sarà il caso di analizzare con calma e attentamente il testo del decreto.

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Youtube silura IE 6

Anche se in realtà sono di fatto già pensionate, visto che le loro rispettive presenze contano ormai poco o niente a livello di traffico, arriva un nuovo monito ufficiale per il loro definitivo abbandono.

YouTube infatti non supporterà più Internet Explorer 6. Dopo Google Sites e Google Docs, anche il più popolare servizio video del mondo chiude la porta in faccia al vecchio browser Microsoft. Per continuare a vedere i video, si dovrà aggiornare il browser.

YouTube ha comunicato che, a partire dal 13 Marzo, terminerà il supporto del sito agli utenti utilizzanti Internet Explorer 6. La cosa non impedirà la visualizzazione dei filmati da parte degli utenti, ma imporrà altresì un avviso che consiglia il passaggio a browser più aggiornati.

Non solo: Google non assicura che future funzioni integrate nel servizio saranno in grado di funzionare con il vecchio browser, forzando così la situazione in favore degli strumenti di navigazione più aggiornati. Il cambiamento non grava peraltro soltanto su IE6, ma va ad influire anche su tutte le versioni precedenti ai vari Mozilla Firefox 3.0, Google Chrome 4.0 e Safari 3.0.

Appare ovvio far notare che non siete affatto costretti ad un upgrade del vostro Browser. Google fa il proprio gioco che è differente da quello dei consumatori. Informiamo chiunque che Windows XP e Internet Explorer 6 sono supportati fino all’8 Aprile 2014. La decisione come sempre è quella degli utenti, siete voi a decidere cosa fare e quando fare.

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Twitter e Facebook ‘legali’ per i soldati Usa

Il Pentagono ha annunciato che le truppe statunitensi potranno usare le reti sociali come Twitter e Facebook, bloccate dal 2007, perché i vantaggi del loro utilizzo sono decisamente superiori ai rischi.

La decisione, in un momento di crescenti timori per la “cyber-sicurezza”, riguarda solo la rete non riservata dell’autorità militare degli Stati Uniti.

Ma potrebbe comportare grandi cambiamenti per una vasta parte delle forze armate Usa, fra le quali i Marine, che avevano vietato i social media dai computer di lavoro.

«La natura dei social network crea aperture vulnerabili agli attacchi, espone informazioni non necessarie agli avversari ed è un facile canale per la fuga di notizie, che rischia di compromettere la sicurezza operativa, delle comunicazioni e del personale», si spiegava nell’ordine diffuso ai Marines.

La marcia indietro era arrivata dopo che il Pentagono, vincendo anni di diffidenza rispetto agli strumenti del cosiddetto Web 2.0, l’Internet partecipativo, aveva negli deciso di sbarcare sui social network, con «profili» dedicati ai vari corpi e dipartimenti. Lo stesso capo degli Stati Maggiori Michael Mullen ha 16.520 mila contatti su Twitter all’indirizzo TheJointStaff.

Rimarrà vietato l’accesso ai siti ai siti di pornografia, i giochi di azzardo e alle attività di intolleranza razziale; e i comandanti saranno sempre in grado di bloccare l’accesso in caso ci fosse necessità di salvaguardare una missione o tutelare la banda per un utilizzo ufficiale.

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Skype lascia Windows Mobile

L’azienda, popolarissima per il proprio software che permette di chattare ma anche chiamare telefonicamente via Internet a costi sovente competitivi, ha dichiarato di non offire su Windows Mobile la migliore esperienza di utilizzo possibile, obiettivo invece raggiunto su iPhone, Symbian, BlackBerry e Android.

Il problema, evidenziato da uno scambio di battute tra un utente e Ptere Parkes di Skype, sembra essere nel modo sempre diverso con il quale i diversi costruttori pilotano altoparlante e auricolari, che costringe il software a continui ed estenuanti adeguamenti.

“Avevamo capito che Skype Lite e Skype per Windows Mobile non erano più in grado di offrire la migliore esperienza Skype possibile”. Così l’azienda che ha sviluppato un fra i più noti client VoIP ha spiegato l’affossamento dei due programmi pensati per gli smarphone targati Windows.

La svolta dell’azienda statunitense avrebbe tuttavia generato numerose polemiche, soprattutto in seguito alla recente decisione di Verizon di approvare le telefonate via Internet attraverso la rete 3G. Secondo gli esperti infatti la recente risolutezza appare molto drastica poiché sarebbe stato sufficiente limitarsi a terminare il supporto al programma consentendone comunque il download.

Skype continuerà comunque a funzionare sugli attuali cellulari Windows Mobile nella versione Skype completa e nella versione Skype Lite ma presto saranno ritirare dal mercato le versioni disponibili per gli smartphone di casa Redmond. Consigliamo quindi il download per chi ancora non lo avesse fatto.

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Nokia Rilascia Ovi Maps Beta 3.04

Qualche settimana fa, Nokia ha reso disponibile gratuitamente per alcuni dei suoi terminali il servizio di navigazione Ovi Maps. Questa applicazione è compatibile con tutti i device provvisti di sistema operativo Symbian ed è scaricabile dal 31 gennaio solo in alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia. L’obiettivo dell’azienda finlandese è quello di estendere il servizio all’intera gamma di telefoni cellulari Nokia entro i prossimi mesi.

La notizia riguarda il sistema di navigazione Ovi Maps di Nokia, diventato gratuito da poche settimane. Secondo una fonte interna del primo produttore al mondo di cellulari, l’azienda starebbe pensando di renderlo disponibile anche per altri sistemi operativi concorrenti quali Android ed il neonato Windows Phone 7.

Se la notizia fosse confermata, l’impatto che avrebbe sul mercato globale sarebbe tale da minimizzare quello già inferto ai navigatori satellitari stand alone quando fu annunciata l’offerta di Ovi Maps free, seppur non per tutti i terminali.

Se il nuovo “That will be the next step” sarà confermato per Nokia si aprirà un orizzonte del tutto differente rispetto a quello ipotizzato in precedenza. Le mappe, infatti, non rappresenterebbero più soltanto un semplice valore aggiunto, ma diventerebbero qualcosa che fa parte del patrimonio comune del mondo mobile e qualcosa su cui Nokia potrebbe costruire un nuovo importante valore derivante da servizi, advertising e geolocalizzazione.

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