Facebook sarà la prossima stella del Nasdaq, dopo Google? È probabile. Ma Facebook non vuole stringere i tempi, vuole arrivare in Borsa “preparata”, per non fare la fine della bolla delle Dot.com (uno spettro che dal 2000 aleggia sul Nasdaq ogni volta in cui si affaccia una nuova azienda “non tradizionale”).
«Prima o poi avvieremo un’offerta pubblica perché ciò costituisce una condizione del contratto che abbiamo con i nostri investitori e impiegati. Non abbiamo però alcuna fretta» ha precisato nel corso di una intervista Zuckerberg, sottolineando l’importanza di procedere con tutte le cautele del caso per modificare gli assetti raggiunti e mettere a disposizione i propri pacchetti azionari sul mercato. Il primo responsabile del social network ha poi aggiunto: «Se non hai bisogno di un dato capitale, allora le pressioni sono diverse e le motivazioni per avviare un’offerta pubblica assumono un peso differente».
La crescita del social network negli ultimi anni è stata esponenziale e non accenna a diminuire: il blog InsideFacebook.com prevede che nell’anno in corso la società possa raggiungere 1 miliardo di dollari di fatturato. Gli iscritti sono già più di 400 milioni.
Gli analisti sono convinti che l’aver dimostrato di saper monetizzare così bene il traffico generato dai 400 milioni di utenti registrati al portale renda la quotazione in borsa un successo assicurato.

Se torniamo a soli 4 anni fa, correva l’anno 2006, il 28% dei ragazzi tra i 12 ed i 30 anni, curava un suo personale blog. Ora siamo scesi al 14 – 15%. I giovani sono emigrati su Facebook, dove è possibile scrivere sempre ciò che si vuole, commentare ciò che dicono gli altri, discutendone, caricare online foto e video, ritrovare dopo anni amici in tutto il mondo. In pratica, su Facebook è “fare tutto” il grido di battaglia. Sembra anche che le sempreverdi e-mail stiano perdendo fascino, messe in disparte dai messaggi di posta dei social network..


















