Mac style menu con il css Ubuntu: lo vuoi provare ma hai paura allora Wubi!
Aug 29

Con l’esponenziale crescita dell’utilizzo di software OpenSource nei sistemi embedded ,e dopo il famoso caso del Tivo prodotto che seppur basandosi su tecnologia OpenSource, non consetiva la modifica e la reinstallazione del software . La FSF ha deciso di evitare questo tipo di situazione resa possibile da una mancanza della licenza GPL v2 , ed ha integrato nella GPLv3 la clausola anti-Tivoization la quale esprime con forza il concetto per cui la casa produttrice di sistemi embedded dovrà rilasciare informazioni sull’installazione del prodotto , grazie alle quali si possa arrivare a modificare il codice avendo la possibilità di farlo funzionare sul sistema.
Le case produttrici di sistemi embedded hanno optato per questo tipo di comportamento per diversi motivi:

-Digital Rights Management (DRM)
-Controllo delle scelte dell’utente tramite spyware
-Difesa di driver propietari da reverse enginerring

Le case produttrici però hanno ora una nuova possibilità dalla loro che è la Virtualizzazione:

usando la Virutalizzazione possono isolare il codice sotto licenza GPL dai componenti non GPL eseguendoli semplicemente su diverse macchine virutali. In questo modo le case pruduttrici possono garantire la modifica di codice GPL e la sua reinstallazione ed al contempo proteggono da qualunque modifica le componenti non GPL.

In questo modo i Vendor device possono usare codice OpenSource senza violare GPLv2 e GPLv3 .

Stallman non sarà contento!


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One Response to “Usare la Virtualizzazione come workaround della GPLv3”

  1. NeverDie Says:

    Ne sanno una più del diavolo -.-

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