Mancano poche albe al Mobile World Congress 2010 di Barcellona, e si parla già molto di un probabile nuovo sistema operativo che esordirà proprio in Spagna. Stiamo parlando di Windows Mobile 7, che Microsoft dovrebbe svelare nel suo ottimo stand catalano. Che caratteristiche avrà il nuovo OS?
Le prime dicerie non sono promettenti: sembra infatti che [...]
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Nel corso del primo mese di vendite, sono stati comprati solamente 80.000 modelli del tanto blasonato Nexus One. Questa è dunque la, per ora, pessima riuscita dello smartphone di casa Google, almeno stando ai dati forniti da una recente analisi di Flurry.
Da un paragone con le vendite del primo mese dell’iPhone ci Cupertina (600.000 pezzi), [...]
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Mentre Amazon cerca di rendere più funzionale il Kindle, vestendolo come il vero anti iPad, ed a Mountain View svelano un concept-Tablet (ribattezzato anche come Gpad); Steve Jobs, il padre padrone di Apple, si muove in missioni top secret per rendere l’Apple iPad, che sarà in commercio da fine Marzo, il vero e-book reader che toglierà la stampa dalla crisi. Infatti, Gawker scrive che il CEO di Apple, Steve Jobs, avrebbe presenziato ad una visita segreta al New York Times ed al Wall Street Journal. Alla cena chiusa al pubblico Jobs avrebbe proposto il suo nuovo “giocattolo”, l’iPad, come una sorta di lettore elettronico di quotidiani.

La guerra contro Amazon Kindle è dunque all’inizio: Amazon ha appena affermato di vendere circa sei e-book ogni dieci libri cartacei, ed ha portato a compimento l’arrivo nello staff Kindle di Mike Nash, un veterano di Windows. E chi vedeva in Kindle DX l’e-reader che trasferirà la stampa nel mondo dell’edicola digitale, ora dovrà vedersela con iPad e le manovre occulte di Mr. Steve Jobs.
Jobs, appena nominato dall’Economist come il “messia hi-tech”, ha già in passato salvato, dallo tsunami Napster, la musica digitale con iPod: ora potrebbe lanciare il salvagente digitale alla stampa cartacea in difficoltà, per portare quotidiani e riviste nell’era digitale.
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Dopo il suo leggendario, per dirla alla Barney Stinson, viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, ora Dante Aligheri arriva anche nel mondo dei videogiochi. Infatti è così: è sbarcato in Italia “Dantès Inferno”, dove il protagonista, “stanco” del suo antico ruolo da scrittore , si trasforma in un vero guerriero pronto a salvare la bella Beatrice dal malefico Lucifero.
A distanza di 700 anni dalla nascita dell’opera , che intere generazioni di studenti hanno imparato ad amare, la nuova Divina Commedia si presenta come un nuovo mondo, visto con occhi sicuramente diversi, o meglio più moderni.
Il gioco di per sé, al di là dell’aspetto culturale e politico, si configura come un action in terza persona, come uno di quei giochi in cui si accede a un’ area e si combatte coi mostri nemici finché non si libera il passaggio verso l’area successiva. Non mancano comunque enigmi da risolvere per sbloccare meccanismi e serrature; o ancora le aree segrete, solitamente contenenti reliquie o altri item speciali, necessari per sbloccare risultati particolari.
Si prospetta un gioco davvero strabiliante, tant’è vero che ancor prima di uscire, ha già conquistato milioni di persone in tutto il mondo, senza contare i gruppi nati su Facebook a cui risultano iscritti circa 20mila fan. Insomma la “Dantès Mania” non conosce fine. Dopo i banchi di scuola, la Divina Commedia è pronta a conquistare anche il mondo dei videogame.
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Microsoft ha messo online un Security Advisory (980088) per avvisare tutti di una seconda vulnerabilità di Internet Explorer, che potrebbe fornire informazioni di un utente Windows XP che non usa Internet Explorer in modalità “Protected Mode”. L’advisory informa del problema, ma anche quali informazioni possono essere compromesse.
La vulnerabilità è stata affrontata questa settimana durante la conferenza Black Hat conference da Jorge Luis Alvarez Medina, consulente di sicurezza di Core Security Technologies, che ha rivelato il problema il giorno dopo il rilascio del consueto bollettino sulla sicurezza di Microsoft. Ecco la descrizione del briefing: “In questa presentazione vediamo come un attaccante sia in grado di leggere tutti i file del vostro file system se si utilizza Internet Explorer.
Questo attacco sfrutta diverse caratteristiche di Internet Explorer che comportano rischi per la sicurezza che, pur se considerati a bassolivello , portano ad attacchi interessante se combinati insieme. ”
Gli utenti che utilizzano una versione di Internet Explorer senza modalità protetta, o utenti che hanno deciso di disattivare la modalità protetta, sono esposti ad un utente malintenzionato che può accedere ai file. Le Versioni interessate includono Internet Explorer 5.01 e Internet Explorer 6 SP1 per Windows 2000 SP4, così come IE6, IE7 e IE8 su Windows XP e Windows Server 2003. Microsoft ha fatto notare che la modalità protetta impedisce lo sfruttamento di questa vulnerabilità.
La modalità protetta è in funzione per impostazione predefinita su IE7 e IE8 su Windows Vista, Windows Server 2008, Windows 7, e Windows Server 2008 R2.
E’ prevista una patch per il 9 febbraio 2009. Microsoft raccomanda come sempre l’aggiornamento a IE8.
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Dopo il lancio delle E-P1 e E-P2, che hanno conquistato il cuore di tanti appassionati, il marchio ci riprova con il lancio di una “sorellina” meno costosa. Si chiama Olympus E-PL1 la nuova compatta Micro Quattro Terzi, priva di specchio e con ottiche intercambiabili.
Cambia il corpo ma non il feeling retrò che ha reso popolari i primi due modelli della serie.
La E-PL1 misura, escluse le parti che sporgono, 115 (larghezza) x 72 (altezza) x 42 mm e pesa 334 grammi pronta all’uso. Dunque una PEN (dal nome della mitica Olympus del 1959) ancora una volta molto compatta tenuto conto delle caratteristiche della macchina.
La Olympus E-PL1 ha il flash integrato, il processore d’immagine TruePic V e un sensore Live MOS da 12,3 megapixel che offre una qualità delle foto assai superiore rispetto a quella di una compatta con altrettanti megapixel ma con sensore di dimensioni inferiori.
La macchina dispone di stabilizzatore incorporato che promette una protezione contro il mosso indesiderato fino a 3 EV (funziona con qualsiasi obiettivo montato sulla compatta).
Sul dorso uno schermo LCD HyperCrystal da 2,7”. Il mirino elettronico VF-2 c’è, ma tra gli optional.
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Google sta lavorando ad un accordo di collaborazione con la NSA (National Security Agency), l’agenzia del governo statunitense, che si preoccupa della sicurezza nazionale, avendo anche varie funzioni di coordinamento tra le altre società simili. L’accordo consentirà ai detective di prendere parte alle indagini che BigG sta portando avanti sugli ormai chiacchieratissimi attacchi ai suoi server.
La NSA è considerata dagli esperti una delle agenzie migliori nel mestiere, soprattutto quando si inizia a parlare di sorveglianza elettronica e digitale, ed il suo ingresso nelle indagini darà sicuramente una grossa mano a Google. L’intesa dovrebbe difendere la privacy degli utenti, ed non autorizzare la NSA a curiosare tra le miriadi di dati personali che Google possiede. Molti però si fanno molti dubbi, anche perché questa agenzia ha sempre considerato la privacy come un nemico da vincere, piuttosto che come un alleato da difendere.
Tutto ha inizio, lo ripetiamo, con gli attacchi incassati da Google lo scorso Dicembre. Si ritiene che sia più o meno impossibile trovare gli autori materiali ed i committenti e quindi la collaborazione si concentrerà sulla ricerca di migliori soluzioni di protezione per la rete di Google.
D’altra parte se la NSA dovesse scoprire chi si è effettivamente infiltrato nei server di Google, probabilmente l’informazione sarebbe mantenuta segreta.
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Le piccole modifiche effettuate sull’accordo tra il colosso di Mountain View, Google, e la Authors Guild, la più famosa e potente associazione di autori a stelle e strisce, sembrano non essere sufficienti per i letterati. Ne è fortemente convinto anche il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America, che non ha accolto l’ipotesi di un’eventuale intesa tra le due parti in causa.
Stando a quanto affermato da un funzionario del Dipartimento di Giustizia, anche nella nuova e più recente versione dell’accordo ci sarebbero dei gravi problemi, in relazione soprattutto con le dura leggi Antitrust ed al copyright.

Volendo entrare nel dettaglio il problema sarebbe più di uno: dalla rinuncia formale ai propri diritti sulle opere rese digitali richiesta dagli autori, al problema delle cosiddette “opere orfane”, il cui accesso in esclusiva assicurerebbe alla Big G una certa posizione privilegiata sul mercato del settore. A questo punto torna in discussione anche la presa di posizione, molto poco chiara, di tutti gli scrittori stranieri che però pubblicano negli Stati Uniti.
Per concludere su questo caso che non ne vuol sapere di finire per ora, una nuova udienza su quest’argomento è in programma per il 18 Febbraio, nella speranza che questa volta ci sia svelata anche la soluzione.
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La torta alla fine è piccola, e presenta solo 6 candeline, ma a far paura sono i 400 milioni di “ invitati”: sono questi i numeri del sesto compleanno di Facebook. Ed ora, per farsi bello in occasione del party, il social network più cliccato del globo decide di cambiare look: consistente restyling della homepage e in arrivo tante nuove funzioni.
“Grazie a voi abbiamo fatto incredibili progressi nell’ultimo anno e abbiamo reso il mondo più aperto e più connesso. Siamo partiti sei anni fa da una stanza dello studentato di Harward e ora vogliamo celebrare i nostri 400 milioni di iscritti con quello che ci piace di più: offrire nuovi prodotti”, ha commentato così la ricorrenza il co-fondatore di ‘Faccialibro’, Mark Zuckerberg.
Insomma, la nostra piazza virtuale si sta facendo vecchia. Nata il 4 febbraio del 2004, da un ambizioso progetto di un qualunque studente universitario, oggi conta tra gli iscritti una buona parte degli internauti. Stando alle cifre rilasciate dal sito stesso, nel 2010 il numero degli utenti attivi ha lambito quota 400 milioni.
Ed ora non ci resta che buttarci nella grande festa, e spegnere così tutti insieme queste 6 fantastiche candeline. Buon compleanno Facebook, cento di questi giorni!
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Il famoso rivenditore via web, che risponde al nome di Amazon.com, ha da poco acquistato un’azienda statunitense, con sede a New York, che distribuisce ai suoi client una favolosa tecnologia di touch-screen, che per Amazon non può voler dire altro che rafforzare il suo e-reader per eccellenza, il Kindle.
A dare la notizia scoop è stato il quotidiano americano, il New York Times, che lo ha scritto citando una persona che si dice a conoscenza della questione.
Lo staff di addetti ai lavori di Touchco sarà integrato dalla divisione hardware Kindle di Amazon in California, sempre stando a quanto detto dalla fonte del quotidiano.
Questa situazione si può interpretare come un passo da parte di Amazon per aumentare le possibilità commerciali del suo e-reader, proprio mentre la battaglia scatenata dagli e-book entra nel vivo, con lo sbarco nei negozi a Marzo dell’iPad di Apple.
La tecnologia realizzata da Touchco permette degli input touch illimitati e simultanei, in grado di alzare enormemente le prestazioni di apparecchi come gli e-reader, e soprattutto non è costosa, secondo un trafiletto riportato sul Blog Bits del New York Times di Dicembre.
Purtroppo il parere di Amazon su questa situazione non è stato reperibile, e nemmeno è stato possibile raggiungere per un parere i cofondatori di Touchco.
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